CARRER, LUIGI ARMINIO. - N. a Venezia il 12 febbr. 1801; negli anni giovanili improvvisò tragedie alla maniera dello Sgricci; si dedicò quindi a studi filologici; fu assistente alla cattedra di filosofia dell'Università di Padova fino al 1883; si diede poi al giornalismo e diresse Il Gondoliere, periodico che incontrò il favore del pubblico ed uscì fino al 1847; nel 1845 fu nominato vicesegretario dell'istituto Veneto e nel 1846 direttore dell'istituto Correr; m. a Venezia il 23 dic. 1850.
Queste molteplici attività non ostacolarono la sua produzione poetica: il primo saggio di poesie risale al 1819; a esso seguirono il poema intitolato Il Clotaldo (Venezia 1826), le Poesie (Padova 1831-32) e le Ballate, raccolta di

canzoni per lo più narrative, di sapore romantico, pubblicata in prima edizione nel 1834 e quindi ristampata nel 1837 con aggiunta di altre romanze. Degli Idilli si ricordano quelli di argomento biblico: I primi esuli, L'arcobaleno, Agar, Abigaille, Le stagioni cristiane... Si veda anche nelle Poesie, un programma del romanticismo, l'ode in decasillabi: La poesia dei secoli cristiani. La più importante opera di prosa è quella dal titolo Anello di sette gemme o Venezia e la sua storia; ma il prosatore è molto inferiore al poeta. Il C. fu artista ingegnoso dalla vena facile di un gusto classico e romantico insieme; non ebbe tuttavia nella vita, come nell'arte, sentimenti profondi e salde convinzioni.