CARLYLE, THOMAS. - Scrittore scozzese, n. a. Ecclefechan il 4 dic. 1795 e m. a Londra il 4 febbr. 1881. Falliti i tentativi di dedicarsi alla carriera ecclesiastica e, più tardi, a quella di avvocato, affrontò una vita dura con l'insegnamento elementare e la collaborazione a varie riviste.
I suoi primi volumi, la traduzione del Wilhelm Meister di Goethe (1824) e The Life of Schiller (1825), dimostrano la sua tendenza verso la cultura tedesca, che domina anche in Sartor Resartus (1833-34, in volume nel 1838: una specie di autobiografia spirituale, costruita sulla «filosofia del vestito» ricerca di ciò che è transitorio e fittizio, e di ciò che è sostanziale ed eterno nel mondo) e nella History of Frederick II of Prussia (1858-65). Nel 1865 C. fu nominato rector dell'Università di Edimburgo. La sua fama di storico, iniziata con The French Revolution (1837) si riaffermò con Oliver Cromwell's Letters and Speeches (1845). Nel 1841 pubblicava le conferenze On Heroes, Hero-LVorship, and the Heroic in History (1841), che racchiudono la sua concezione antidemocratica della storia intesa come creazione degli spiriti superiori. In Past and Present (1843), al triste presente, creato dalla rivoluzione economica e sociale, contrappose il fetico medioevo, configurato soprattutto nell'ordinata comunità dei suoi monaci. Ogni cosa che egli vedeva intorno a sé acuiva la sua irritazione e ispirava la furia della sua scrittura, che includeva nella sua condanna sia il movimento di Oxford che le ricerche di Darwin. Quanto a Cristo e al cristianesimo, C. ebbe il buon gusto di non inserire Gesù tra i suoi eroi umani. Chesterton così definiva la religione di C.: «... veramente egli aveva una certa simpatia per gli enormi e vaghi iddii di quella triste ma virile religione della natura che pare riempisse la tenebra del settentrione prima della venuta dell'Aquila romana o della Croce cristiana. Questa s'univa in lui, tenuto conto di certe scettiche omissioni, con il terribile Iddio del Vecchio Testamento, del quale aveva sentito parlare nelle tette domeniche della sua infanzia; e così proclamava (contro i razionalisti come contro i cattolici) una specie di puritanesimo pagano: il protestantesimo, privato dei suoi elementi cristiani».
BML: Dopo i volumi del suo seguace e scolaro, J. A. Froude, pubblicati poco dopo la sua morte, vennero i sei volumi di D. A. Wilson, dal 1923 al 1934 (l'ultimo in collaborazione con M. Wilson), pubblicati a Londra: Life of C. Il volume più recente in Italia è quello di L. Fermi, T. C., Milano 1939.