CARTISMO. - Movimento politico inglese, prevalentemente operaio, della prima metà del sec. XIX. La forza che lo sosteneva era un malcontento generale provocato dall'enorme miseria sofferta dagli operai, ma il suo programma era politico e comprendeva sei punti: suffragio universale a tutti gli adulti di sesso maschile, scrutinio segreto, elezioni annue, eleggibilità senza censo, indennità ai deputati, collegi elettorali di proporzioni uniformi. Naturalmente queste rivendicazioni erano considerate soltanto come mezzi poiché, con l'impadronirsi del potere politico, gli operai avrebbero instaurato una organizzazione sociale migliore. Ma i diversi gruppi di cartisti non erano d'accordo sull'uso che si doveva fare di questo potere politico, una volta che fosse stato conseguito, e l'unione su un programma di sole riforme politiche non servì che a mascherare le divergenze di scopi fra i capi.
La Carta, con i famosi sei punti, fu redatta da un piccolo gruppo di artigiani londinesi, sotto la guida di William Lovett; venne pubblicata nel 1838 ed accolta con entusiasmo dagli operai. Nel 1839 fu presentata in Parlamento una petizione in favore della Carta, ma essa venne respinta a grande maggioranza, il che produsse una scissione tra gli agitatori. I partigiani della «forza morale», come il Lovett, desideravano continuare la lotta con mezzi pacifici, mentre quelli della «forza fisica» preferivano il ricorso alla violenza, sia proclamando un «mese sacro» o «vananza nazionale» (sciopero generale), sia organizzando una rivolta armata. Le minacce di costoro, con a capo O'Connor, si tradussero in atti di violenza sporcidi ed isolati: una piccola sollevazione cartista avvenne a Newport e tre anni dopo scoppiò una epidemia di scioperi nel nord e nell'interno dell'Inghilterra. Tali avvenimenti non fecero altro che fornire alle autorità un pretesto per imprigionare i principali cartisti. L'ultima grande dimostrazione avvenne nel 1848. Fu preparata una petizione da presentarsi al Parlamento e si organizzò a Londra un grandioso corteo. Il governo, esagerando alquanto il pericolo, riempì la capitale di truppe, e, nel momento della riunione, proibì ai dimostranti di marciare su Westminster; costoro, dopo aver tentato di attraversare i ponti sul Tamigi, si dispersero tranquillamente. L'O'Connor portò allora la petizione in tre vetture alla Camera dei Comuni, dove fu accolta con clamorose risate.
Il c. non si riebbe più dagli effetti di questi insuccessi e si andò spegnendo a poco a poco. Tale fallimento era quasi inevitabile per parecchie ragioni: per mancanza di direzione, per mancanza di comune intesa, e soprattutto perché era prematuro: gli operai di un secolo fa non avevano né l'educazione né l'esperienza politica necessarie per dirigere con successo una campagna senza l'appoggio delle classi medie, e queste non potevano sostenere un movimento che attaccava la proprietà privata.
CARTISMO
BIBL.: R. Gammage, History of the Charitot movement, Londra 1894; E. Dolléans, Le Charitotisme 1830-1848, 2 voll., Parigi 1913; nuova ed., ivi 1949; G. D. H. Cole, Charitot portraits, Londra 1941; E. Dolléans, Storia del movimento operaio, trad. ital., I, Roma 1946, passim; M. Beer, A history of British Socialism, II, Londra 1948, p. 3 sgr.