CATHREIN, VIKTOR. - Filosofo morale, n. a Brig (Svizzera) l'8 maggio 1845, m. a l'Aia il 10 sett. 1931. Gesuita dal 1863, fu professore negli studenti della provincia tedesca dell'Ordine (a Blijenbeck, Exaten e infine a Valkenburg).
Le sue opere principali sono: Moralphilosophie (2 voll., Friburgo in Br. 1890-91; 2a ed. 1924; trad. II. di E. Tommasi, Firenze 1913-20); Der Sozialismus, eine Untersuchung seiner Grundlagen und Durchführbarkeit (Friburgo in Br. 1890, 14a-16a ed. 1923; opera tradotta in 11 lingue tra cui, in italiano, da G. Cecconi, Torino 1906); Recht, Naturrecht und positives Recht (Friburgo 1901); Grundbegriffe des Strafrechts (ivi 1905, 2a ed. 1909); Die Grundlage des Völkerrechts (ivi 1918); Die Einheit des sittlichen Bewusstseins der Menschheit, eine ethnographische Untersuchung (3 voll., ivi 1914). Egli fu inoltre attivo collaboratore della rivista Stimmen der Zeit (già Stimmen aus Maria-Laach) e del Philosophisches Jahrbuch der Görresgellschaft, e della rivista Scholastik.
Il significato del C. sta nel superamento sistematico del positivismo nel campo delle nozioni etiche e giuridiche e nella lotta da lui sostenuta contro ogni forma di morale disgiunta dalla religione. Sulla base della metafisica aristotelico-scolastica egli considera l'ordine reale di ogni essere come principio naturale dell'azione, fondando l'interna necessaria trascendenza dell'obbligatorietà etica sulla volontà di Dio creatore. Con ciò egli assicura il carattere fondamentalmente intellettuale della vita etica contro ogni unilaterale indirizzo emozionale, esistenzialistico o puramente filosofico. La forza sistematica della sua opera sul socialismo rimane ancora oggi insuperata.
CATHREIN, VIKTOR
BIBL.: W. Rauch, s.V. in Staatslexikon der Görresgellschaft, I, coll. 1197-99.