CASTELLESI, ADRIANO. - Cardinale, detto anche A. da Corneto dal paese ove nacque ca. il 1458-59. M. nel dic. 1521.
Passò a Roma dove riuscì a farsi valere; entrò nella corte di Innocenzo VIII prima come scudiero e notaio camerale poi come ecclesiastico. Incaricato di una missione in Scozia, dovette fermarsi in Inghilterra dove ebbe il favore di Enrico VII (1488). Nel 1490 ritornò in quel regno come collettore; nel 1493 Alessandro VI ve lo confermò come nunzio ed il C. fu in grado di accumularvi grande ricchezza. Nel 1494 era di nuovo a Roma come chierico di Camera; nel 1497 era segretario segreto e protonotario; nel 1498 fu inviato in Francia; il 27 sett. 1500 nominato tesoriere generale; il 14 febbr. 1502 ebbe il vescovato di Hereford; finalmente Alessandro VI lo creò cardinale di S. Crisogono il 31 maggio 1503.
Con Giulio II le fortune del C. furono ben diverse. In ogni modo il 2 ag. 1504 passò da Hereford al vescovato di Bath e Wells assai più ricco. Nel 1506 accompagnò il Papa nel viaggio verso Bologna. Ma nel 1507, gustatosi con Giulio II, fuggì da Roma, riparò a Venezia e di là nel Trentino (1509).
Fu tra gli aderenti alla congiura del card. Petrucci (1517) contro il papa Leone X, per l'ambizione di avere la tiara che una profezia gli aveva preannunziato. Il Papa lo punì con la multa di 25.000 ducati; pure egli non si sentì sicuro, e si rifugiò un'altra volta a Venezia (luglio 1517) né volle tornare nonostante le più ampie garanzie offertegli.
In Inghilterra da tempo ormai il card. Wolsey, arcivescovo di York e cancelliere, intrigava contro di lui e sollecitava dal Papa una condanna esemplare. Leone X, dopo averlo inutilmente invitato a tornare, il 5 luglio 1518 lo depose da tutte le dignità ecclesiastiche e confiscò tutti i suoi beni.
Alla morte di Leone X, il C. si mise in viaggio per Roma per partecipare al Conclave, ma durante questo viaggio scomparve senza lasciare traccia di sé.
in Archiv. Soc. romana di storia patria, 42 (1919), p. 295 sg.; id., La congiura dei cardinali contro Leone X, Roma 1919, specialmente capp. 5 e 10. Renata Orazi Avacada