CHERCHEL. - In Algeria. È l'antica Cesarea nella Mauretania, fondata dai Cartaginesi che la chiamarono Iol (divinità fenicia). Il re Giuba II la chiamò Caesarea dal suo protettore Augusto; dal tempo di Caligola fu sede del governatore della provincia romana della Mauretania Cesariense.
I vescovi di C. noti sono Fortunato, presente al concilio di Arles nel 314; Clemente (371-72), Deuterio intervenuto a Cartagine nel 411, quindi Emerito, Apocorio (484) e Crescente. C. aveva ancora il suo vescovo all'inizio del sec. VIII. Oggi è vescovato titolare.
Fra i martiri di C. il più noto è s. Fabio vessillifero, molto probabilmente dell'ultima persecuzione dioclesiana, martirizzato a C., ma sepolto a Cartenna (BHL, 2818; P. Franchi de' Cavalieri, S. Fabio vessillifero, in Note agiografiche, 8 [Studi e Testi, 65], Città del Vaticano 1935, pp. 101-13). Il Martirologio geronimiano ricorda al 23 genn. s. Severiano e sua moglie Aquila igni combustorum; da alcuni è stato voluto identificare con il M. A. I. Severiano della nota iscrizione, ma né il De Rossi (CIL, VIII, 9585, p. 818) né H. Delehaye (Les origines du culte des martyrs, 2ª ed., Bruxelles 1933, p. 391) accettano tale proposta. Alla data dell'11 luglio sempre il Martirologio geronimiano ricorda in C. di Mauretania una martire Marciana di cui si conserva la Passio (BHL, 5256, 5259). S. Arcadio è noto dalla Passio (BHL, 659) e da un sermone in suo onore di s. Zenone di Verona (BHL, 658). Lo stesso documento indica al 21 maggio nella provincia di Mauretania il diacono Timoteo, mentre il compagno Poliuto sarebbe di Cesarea nella Cappadocia.
Degli edifici di culto in C. non si conoscono avanzi monumentali. S. Agostino parlò nel 418 in ecclesia maiori, donde si ricava che in quell'anno C. aveva più di una chiesa.
Aree sepolcrali cristiane furono trovate al di fuori della città. La più notevole è quella rinvenuta a ca. 500 m. ad ovest; si tratta d'un'area di m. 30 × 15 recinta da muro; aveva nel centro un'edi-

Ad est della città presso l'anfiteatro si rinvenne un'altra cappella pure absidata tutta occupata da sepolcri. Da questa zona provengono due sarcofagi cristiani, l'uno con l'ancora e l'altro con il Buon Pastore e l'iscrizione con la rara indicazione del tempo vissuto dopo il Battesimo (CIL, VIII, 9592). Al museo del Louvre a Parigi sono stati trasportati un frammento di sarcofago con Eva e il serpente e un coperchio di sarcofago con i tre fanciulli ebrei nella fornace (Wilpert, Sarcofagi, III, tav. 288, 12, 13, p. 42). Nel 1926 nel cortile tra il municipio e il museo un sarcofago in pietra aveva inciso sulla fronte un T, simbolo della croce. Nel museo di C. si conservano alcuni cippi cristiani certo anteriori a Costantino; uno porta l'iscrizione Amanda (CIL, 21421); un secondo ha incisi il Buon Pastore, l'ancora e la colomba; un terzo l'ancora, l'albero e la colomba. Iscrizioni più tarde sono quelle in CIL, VIII, 9590, 9591, 9593, in musaico, 9594 e 9595 ora nel museo d'Algeri.
de l'Algérie, II, ivi 1901, pp. 191, 398; M. Vierzciski, Catalogue du musée de C., Algeri 1902; S. Gsell, s. V. in DACL, III, 1, coll. 1269-81; H. Delchaye, Les origines du culte des martyrs, 2ª ed., Bruxelles 1933, p. 301. Enrico Josi