COIMBRA, LEONARDO. - Filosofo e uomo politico portoghese, n. nel distretto di Felgueiras il 30 dic. 1883, m. in un incidente automobilistico nella Serra di Baltar il 2 genn. 1936. Professore prima nei licei di Porto e di Lisbona, insegnò in seguito filosofia (1919-31) nell'Università di Porto. Fu deputato e ministro della Pubblica Istruzione a due riprese nel 1919 e nel 1922.
Come Sampaio Bruno difende la metafisica contro le pretese dello scientismo e del positivismo. Con Antero de Quental ha in comune l'idea che la conoscenza non abbia come suo tipo la rappresentazione sensibile, si invece l'apprensione intima dello spirito e del suo processo, ma respinge l'idea di una ragione immobile e assoluta. « Se da un lato poniamo una ragione identica e dall'altro un'esperienza variabile, non potremo stabilire alcuna equazione ».
Dapprima idealista sistematico nelle opere Creacionismo (1902; il cui titolo e il cui contenuto richiama l'Evolution créatrice di Bergson); A Morte (1913); O Pensamento criacionista (1914); A Alegria, a Dór e a Graça (1916), dopo un periodo di crisi rappresentato da A Luta de la Immortolidade (1916), dimostra sempre più vive le preoccupazioni religiose che si traducono in una ricerca inquieta e drammatica con orientamento cattolico negli scritti Jena (1923) e A Russia de hoje e o Homen de sempre (1935). Nella Razão Experimental (1923) sostiene che la conoscenza è un'approssimazione, maggiore o minore, ad una verità assoluta, non mai un'adeguata apprensione. La filosofia mette capo alla religione, che si presenta quasi come il termine soprannaturale di essa.