COHEN, HERMANN

COHEN, Hermann. - Filosofo tedesco, n. a Goswig il 4 luglio 1842, m. a Berlino il 4 apr. 1918. In segno dal 1879 al 1912 nell'Università di Marburg e poi fino alla morte nella «Hochschule für die Wissenschaft des Judentums» in Berlino.
Opera principale: System der Philosophie in tre parti: 1a: Logik der reinen Erkenntnis (Berlino 1902); 2a: Ethik des reinen Willens (Vienna 1904); 3a: Ästhetik des reinen Gefühls (Vienna 1912). Scrisse inoltre: Religion und Sittlichkeit (Vienna 1907); Der Begriff der Religion in System der Philosophie (Giessen 1915), ecc.
C. è il fondatore della scuola marburghese (P. Natorp, E. Cassirer) che, opponendosi al naturalismo e al positivismo, inizia una nuova interpretazione kantiana nel senso di un logicismo ad oltranza cui è estraneo l'influsso hegeliano. L'equilibrio del sistema kantiano, fondato nella distinzione tra estetica e analitica trascendentali per cui le funzioni intellettuali non possono esercitarsi se la sensibilità non offre loro una materia adatta, è rotto da C. che nega questa dualità. I concetti per lui non rappresentano l'essere ma s'identificano con l'essere, e, come il pensiero pone la realtà, così è la volontà che produce l'ordine morale, e il senso del bello quello estetico.

BIBL.: F. Tocco, L'idealismo critico di C., Napoli 1887; P. Natorp, H. C. als Mensch, Lehrer und Forscher, Marburg 1918; J. Klatzkin, H. C., Berlino 1919; R. A. Fritzsche, H. C. aus persönlichen Erinnerungen, 1912; W. Kinkel, H. C. Leben und Werk, Stoccarda 1924.