COLLOREDO, LEANDRO DI

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COLLOREDO, Leandro di. - Cardinale, n. di nobile casato a Colloredo di Montalbano in Friuli nel 1639. Uscito presto di famiglia per attendere alla sua formazione spirituale e culturale sotto la guida di un parente governatore a Pesaro ed Urbino, non fece più ritorno in patria e, passato a Roma, entrò a 18 anni fra gli Oratoriani della Chiesa Nuova, si perfezionò negli studi, e, presi gli Ordini sacri (1663), vi attese al sacro ministero ed anche vi fu bibliotecario della Vallicelliana.
Le sue virtù l'additarono ad Innocenzo XI, che lo adoperò in varie commissioni e congregazioni e l'avrebbe voluto inviare arcivescovo ad Avignone. Poté evitare quell'onore nel 1685 ; fu creato cardinale il 2 sett. 1686, e diede esempio di austerità e di indipendenza specie nei rapporti con la Francia; nel 1687 fu nominato penitenziere maggiore ed assistete Innocenzo XI sul letto di morte. L'1 i genn. 1693 fu incaricato della visita canonica presso il clero romano. Nei tre Conclavi consecutivi (di Alessandro VIII, Innocenzo XII, Clemente XI) si schierò col gruppo degli zelanti. Fu in corrispondenza col Mabillon. M. in Roma l'ir genn. 1709.

Bibl.: P. M. Puccetti, Vita di L. C., Roma 1738; G. Braida, Il card. L. C., Udine 1907; Pastor, XIV, II, p. 307, passim. Luigi Berra