CONGRESSI EUCARISTICI. — I c. e. sono adunate del clero e del popolo cristiano, a scopo di glorificare pubblicamente il S.mo Sacramento, richiamare i fedeli ai loro doveri eucaristici, e cooperare efficacemente così alla diffusione del Regno di Gesù Cristo nel mondo. I c. e. sono: internazionali, nazionali, regionali, interdiocesani, diocesani, interparrocchiali, parrocchiali, ecc., dal quadro più o meno ampio della loro celebrazione. Constano di una parte culturale dedicata allo studio del tema del congresso, e di cerimonie liturgiche e convegni di preghiera.
L'idea di promuovere i c. e. è dovuta a Maria Marta Emilia Tamisier, n. a Tours, in Francia, il 10 nov. 1844 ed ivi santamente m. il 20 giugno 1910. Formatasi alla scuola del b. Pietro Giuliano Eymard, si prefisse di adoperarsi a promuovere con tutte le forze la salvezza della società per mezzo della Eucaristia. Dietro l'esempio dei pellegrinaggi ai santuari mariani, la Tamisier pensò che si dovevano organizzare pellegrinaggi di retti ai santuari sacri al ricordo di miracoli del S. S. Sacramento. L'idea fu assecondata da sacerdoti e laici di grande virtù. Meta del primo pellegrinaggio fu, nel 1874, la cappella detta dei Penitenti grigi, in Avignone. L'esito fece sì che altri se ne organizzassero, sovente accompagnati da un'andanza detta «Congresso del S. S. Sacramento», nella quale si trattava delle opere eucaristiche.
Il pellegrinaggio di Faverney, nel 1878, concluso da un piccolo congresso di studio, di notevole interesse pratico, preannunciò una azione eucaristica ancor più vasta ed intensa. Si era ormai agli albori dei veri e propri c. e.
Il 17 genn. 1881, a Parigi, in una riunione precedente da mons. de Ségur, venne decisa la fondazione dell'Opera dei c. e. internazionali: Lilla fu la sede del primo. Principale organizzatore ne fu Filiberto Vrau, l'animatore delle Opere cattoliche nella Francia settentrionale. Egli si recò a Roma per ottenere l'approvazione del pontefice Leone XIII. Questo la concesse con un breve laudativo del 16 maggio 1881 e volle si recasse all'assemblea di Lilla la sua benedizione.
I c. e. internazionali celebrati finora sono 34: 1° Lilla (1881), 2° Avignone (1882), 3° Liegi (1883), 4° Friburgo (1885), 5° Tolosa (1886), 6° Parigi (1888), 7° Anversa (1890), 8° Gerusalemme (1893), 9° Reims (1894), 10° Paray-le-Monial (1897), 11° Bruxelles (1898), 12° Lourdes (1899), 13° Angers (1901), 14° Namur (1902), 15° Angoulême (1905), 16° Roma (1905), 17° Tournai (1906), 18° Metz (1907), 19° Lourdes (1908), 20° Colonia (1909), 21° Montréal (1910), 22° Madrid (1911), 23° Vienna (1912), 24° Malta (1913), 25° Lourdes (1914). Interrotta la serie per causa della guerra mondiale fu ripresa col 26° a Roma (1922), 27° Amsterdam (1924), 28° Chicago (1926), 29° Sydney (1928), 30° Cartagine (1930), 31° Dublino (1932), 32° Buenos Aires (1934), 33° Manila (1937), 34° Budapest (1938). A causa del secondo conflitto mondiale venne sospesa la celebrazione del 35°, che voleva tenere a Nizza.
tere così i teologi al corrente dello stato attuale delle scienze sperimentali e della critica storica.
Delle numerose riunioni del comitato ordinatore ed animatore dei congressi fino alla sua morte (1896) fu Mons. Maurizio d'Hulst, rettore dell'Istituto Cattolico di Parigi. Dopo un viaggio a Roma (genn. 1887) ottenne un breve lusinghiero da S. S. Leone XIII (20 maggio 1887) per il c. futuro, rimandato dalla Pasqua 1887 al 1° apr. (8-12) 1888.
Ebbe luogo in Parigi sotto la "presidenza appunto di mons. d'Hulst, con 1605 aderenti, dei quali un terzo era di stranieri. Omesse in linea di massima le questioni propriamente teologiche, 87 lavori allora furono ammessi alla lettura pubblica nelle adunanze generali o nelle sezioni (scienze religiose, filosofiche, giuridiche, storiche, matematiche, fisiche e naturali, antropologiche); 79 di essi con i discorsi e le discussioni furono pubblicati, almeno in riassunto nel Compte rendu del 1891 (1401 pagine).
Se questo primo C. fu un successo in considerazione delle difficoltà da vincere, i seguenti riuscirono meglio e con una fisionomia diversa uno dall'altro, anche per il numero e la qualifica delle sezioni. Il secondo C. (Parigi 1-6 apr. 1891, presidente mons. Freppel, vescovo di Angers) contò 2494 aderenti, fra questi 1056 francesi; il terzo (Bruxelles 3-8 sett. 1894), presidente dott. L. Febvre, dell'Università di Lovainio 2528; il quarto (Friburgo, 16-20 ag. 1897, presidente il barone Giorgio von Hertling, dell'Università di Monaco) 3007; il quinto (Monaco 124-28 sett. 1900, presidente Alberto de Lapparent, dell'Istituto Cattolico di Parigi) 3367. I discorsi e i lavori riprodotti o riassunti nei relativi Comptes rendus (Akten per Monaco) furono 131 per il secondo C., 137 per il terzo, 200 per il quarto, 260 per il quinto; gli autori in maggioranza francesi nei C. di Parigi, tedeschi in quello di Monaco. Alle lingue usate (francese, e raramente il latino), s'aggiunsero il tedesco, l'inglese, l'italiano e lo spagnolo nei lavori di Friburgo e di Monaco. Non ebbe luogo un sesto c. s. i. dei c., previsto per l'a. 1903 in Roma.
Confutando con i fatti la pretesa opposizione fra la scienza e la fede cattolica, i cinque C. hanno avvicinati gli scienziati cattolici, anche di nazioni diverse, procurato un apprezzamento più giusto del proprio lavoro scientifico sia presso i non cattolici che presso i cattolici, talvolta ignoranti e diffidenti, e contribuito al progresso scientifico con ricerche e risultati nuovi nelle rispettive discipline.