COWPER, WILLIAM

COWPER, WILLIAM. - Poeta inglese, n. a Great Berkhamstead nel 1731, m. a East Dereham nel 1800. Studiò alla Westminster School (1741) e, nel 1750, fece pratica legale presso un avvocato. Internato in una casa di salute a trentadue anni per tentativo di suicidio causato da squilibrio mentale, ne uscì due anni dopo (1765) per vivere il resto della sua vita sotto le cure di Mary Unwin, cui per 19 anni si deve la salvezza del C. La sua mente, sempre incline al suicidio e alla mania religiosa, risentì fortemente dei contatti avuti per un certo tempo con il calvinista John Newton, che suscitò in lui il terrore della dannazione eterna.

Poeta gentile e istintivo, ammiratore di Milton di cui tradusse le poesie scritte in lingua straniera, il C. esprime nei suoi versi delicati e privi di artificio l'amore per la natura, per tutti gli esseri viventi e le piccole cose della vita quotidiana. Appartengono a questo genere The Task (1785), in sei libri e The diverting history of John Gibbon. Meno felici i poemetti satirici e moraleggianti, come anche la traduzione austera e monotona di Omero (1791) scritta come protesta contro la traduzione del Pope. Nella sua ultima opera, The Castaway, torna a farsi sentire l'incurio calvinista della dannazione.

BIBL.: C. A. de Sainte-Beuve, W. C. ou de la poésie doméstique, in Causeries du lundi, XI, 3ª ed., Parigi s. d., pp. 139-197; J. Neve, Concordance to poetical works of W. C., Londra 1887; C. Gearey, C. and Mary Unwin, ivi s. d. Cf. pure: F. W. Bateson, The Cambridge bibliography of English literature, II, Cambridge 1940, pp. 342-43. Amata Martorelli