CUMA

CUMA. - Testimonianze di un'antica comunità cristiana a C. si trovano in due templi pagani reperti nel periodo greco, rifatti in età romano-augustea, trasformati in chiese nel sec. V o al più tardi all'inizio del VI.
Il primo è quello detto di Apollo (metri 34 x 23) sulla terrazza inferiore dell'acropoli, rimesso in luce nel 1912, il cui piano basilicale, diviso forse in tre navate, fu occupato da più di 90 tombe cristiane a fossa; l'altro è quello di Giove sulla terrazza superiore dell'aree, scavato fra il 1926 ed il 1930. La trasformazione di esso in basilica cristiana (metri 39,60 x 24,60), divisa in cinque navate con l'aggiunta di pilastri in laterizio, ha fatto sì che il presbiterio, sostituito alla cella del tempio augusteo, è venuto a trovarsi quasi al centro della costruzione. Assai caratteristica è anche la posizione del battistero nella navata centrale dietro al presbiterio: la vasca circolare rivestita dentro e fuori di marmi, era ricoperta da un tugurium retto da almeno 6 colonnine, di cui sono stati trovati avanzi. Nel tempio è stata rinvenuta un'iscrizione attestante il culto delle reliquie del martire s. Massimo che la leggenda fa morire in Apamea e trasferire poi a C. da una certa Giuliana. Un documento agiografico, BIEDA (v.) e quindi anteriore al sec. VIII, parla di una martire Giuliana di Nicomedia il cui corpo, come quello di s. Massimo, sarebbe stato trasferito a C.: è forse la stessa Giuliana di cui s. Gregorio (Registrum, IX, 180-81) chiese santuaria al vescovo Fortunato di Napoli per consacrare un oratorio.

Stando alla menzione di alcuni Atti di martiri, sarebbe stata sede episcopale nel sec. IV; i nomi di alcuni vescovi del sec. V ci sono noti, così p. es. si sa che un vescovo di nome Adeodato partecipò nel 465 ad un sinodo tenuto a Roma (cf. P. F. Kehr, Regesta pontificum Romam, Italia Pontificia, VIII, Berlino 1935, pp. 469-71).

BIBL.: Lanzoni, pp. 206-11; H. Delchaye, Les origines du culte des martyrs, Bruxelles 1933, pp. 301-302; A. Miuiri, Monumenti cristiani di C., in Atti del III Congresso internazionale di archeologia cristiana, Roma 1934, pp. 217-31.