DE VICO, FRANCESCO. - Gesuita e astronomo, n. a Macerata il 19 maggio 1805. Era stato a Siena discepolo del dotto astronomo scolpio, Giovanni Inghirami, prima d'entrare, il 25 dic. 1823, nel noviziato di S. Andrea a Roma. Perfezionatosi in astronomia sotto il p. Stefano Dumouchel, direttore della specola del collegio Romano, gli successe nel 1840 e si acquistò ben presto fama mondiale per l'originalità e l'acutenza dei suoi metodi d'osservazione e di misura.
Oggetto delle sue ricerche e pubblicazioni furono le cornette, i satelliti di Saturno, la rotazione di Venere; dal 1839 in poi uscirono sotto la sua direzione Mete- morie intorno a parecchie osservazioni fatte nella specola dell'Università Gregoriana. Nel 1844 aveva scoperto una cometa e l'anno seguente un planetoide.
Cacciato d'Italia dalla Rivoluzione del 1848, ebbe dappertutto lusinghieri inviti. Decisa la sua applicazione alla specola dei Gesuiti di Georgetown negli Stati Uniti, era tornato in Europa per procurarsi strumenti e personale, quando la morte lo colse, a Londra, il 5 ott. 1848. Alle insigni doti della mente univa una grande sensibilità musicale; fra le sue composizioni furono specialmente ammirate le Lamentazioni per la Settimana Santa.