DEL COSSA, FRANCESCO

DEL COSSA, FRANCESCO. - Pittore, n. a Ferrara nel 1436, m. ivi nel 1478.

Fissatosi a Bologna nel 1470, vi restaurò nel 1472 e completò con uno sfondo di paese e con figure la Madonna del Baraccano; nel 1474 dipinse il quadro del Foro dei mercanti; e in data ignota le vetrate della chiesa di S. Giovanni in Monte. La morte gli impedì di compiere la decorazione della cappella Garganelli, nella quale aveva dipinto solo la volta, e che venne proseguita da Ercole

DEL COSSA, FRANCESCO - Annunciazione - Amsterdam, collezione Lanz.

de' Roberti. Il Del C. fu allievo di Cosmé Tura, alle cui forme si mantenne sempre fedele, ma subì anche l'influsso di Domenico Veneziano, di Andrea del Castagno e del Baldovinetti. Il S. Girolamo della pinacoteca di Ferrara, se è opera sua e non di Ercole de Roberti, come vuole il Berenson, mostra anche riflessi dell'arte del Mantegna nelle forme statuarie della figura. Così, se uscita di sua mano, l'Allegoria dell'antuno del Kaiser Friedrich Mu-scum di Berlino palesa chiarissime derivazioni di Piero della Francesca nella potenza della costruzione e nelle forme monumentali della figura saldamente piantata sul terreno. Dal suo maestro Tura il Del C. si distinse per la capacità di rendere il movimento, che vediamo animare la predella con i Miracoli di S. Vincenzo Ferreri, nella pinacoteca Vaticana. Questa predella faceva parte del trittico dipinto per la cappella Grifoni nel S. Petronio di Bologna, di cui la parte centrale era costituita dal S. Vincenzo Ferreri ora nella Galleria nazionale di Londra e i due scomparti laterali dalle tavole con i S.S. Pietro e Giovanni Battista adesso nella galleria di Brera a Milano. Ultima opera del Del C. è la Madonna in Trono con S. Petronio, S. Giovanni Evangelista e un committente, firmata e datata 1474, eseguita per il Foro dei mercanti, a Bologna, a spese di Domenico Degli Amorini e di Alberto de' Cattanei, raffigurato in atto di venerare la Vergine, e ora conservata nella pinacoteca di quella città. In questo quadro, che è uno dei capolavori della pittura emiliana del Quattrocento, l'artista palesa ancora gli insegnamenti pierfrancescani nel forte rilievo delle monumentali figure dei due santi.

F. Del C. è una delle più potenti individualità della scuola ferrarese; egli seppe accordare alla linea arroventata del tardo gotico la solennità statuaria del Mantegna e la monumentalità ieratica di Piero della Francesca.

BIBL.: Venturi, VII, pp. 586-650; Catalogo dell'esposizione della pittura ferrarese del Rinascimento, 2a ed., Venezia 1933, pp. 69-79; R. Longhi, Officina ferrarese, Roma 1934 (indice degli artisti e indice delle opere per autore e per luoghi); B. Berenson, Pitture italiane del Rinascimento, trad. di F. Cecchi, Milano 1936, pp. 133-34; R. Longhi, Ampliamenti nell'officina ferrarese, Firenze 1940, passim; S. Ortolani, Cosmé Tura, F. Del C., Ercole De Roberti. Milano 1941, pp. 83-138.