DONOSO CORTÉS, JUAN

DONOSO CORTÉS, Juan. - Marchese di Valdegamas, uomo di Stato spagnolo e filosofo cristiano della storia, n. a Valle de la Serena nell'Estremadura il 3 maggio 1809 e m. a Parigi il 3 maggio 1853. Dal 1820 al 1828 studiò a Salamanca, Cáceres, Sevilla e Madrid. Professore di letteratura a Cáceres dal 1829 al 1832, si sposò; ma perdette subito la moglie.

Rivelò la sua forte preparazione filosofica e storica in una *Memoria sobre la situación actual de la monarquía* del 1832. In quell'anno iniziò anche la sua attività popolare nelle file del liberalismo moderato. Sostenne le sue idee alle Cortes come deputato (1838) e in diversi scritti, specialmente nei giornali *Avenir* e *El Piloto*, da lui fondati, e nella *Revista de Madrid*. Fautore di Maria Cristina, la seguì in esilio a Parigi, in qualità di segretario particolare (1840-43). Scosso fortemente dalla ri

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DONNET, FERDINAND-FRANÇOIS-AUGUSTE - Ritratto con firma autografa. Litografia da un disegno di Lemoine.

voluzione parigina del 1848 (dirà che «le rivoluzioni sono i fanali della Provvidenza e della storia»), abbandonò il liberalismo per tornare alla pratica del cattolicesimo, lineare ed aperta, come era proprio del suo carattere. Rieletto deputato alle Cortes vi pronunciò discorsi ch'ebbero risonanza europea, come quelli sulla dittatura (1849) e sulle condizioni d'Europa (1850). L'opera principale, che riassume il suo pensiero politico, filosofico e religioso, è l'*Ensayo sobre el Catolicismo, el Liberalismo y el Socialismo* (Madrid 1851), diviso in tre libri: nel I espose il miracolo della Chiesa in se stessa; nel II le soluzioni date dalla Chiesa al problema del bene e del male, della necessità e della libertà in opposizione alle contraddizioni del liberalismo e alle assurdità del socialismo; nel III esamina con lo stesso criterio l'atteggiamento della Chiesa rispetto alle questioni sociali, specialmente circa la solidarietà familiare, nazionale ed umana e la tragica esperienza del dolore e del sacrificio nella storia. Lo scritto risente delle idee della scuola tradizionalista di De Maistre e De Bonald, che tanto influì col processo interiore del C. al momento della sua conversione. Sulle aspre polemiche naturalmente insorte, fece il punto *La Civiltà Cattolica* nell'apr. 1853. Il C. nel 1849 fu anche ambasciatore di Spagna a Berlino e dal 1851 al 1853 a Parigi.

Bibl.: *Obras de don Juan D. C.*, a cura di G. Tojado (con biografia del C.), 5 voll., Madrid 1854-56; 2ª ed., 4 voll., ivi 1903-1904; *Oeuvres de D. C.* con introduzione di L. Veuillot, 3 voll., Parigi 1858-59, 2ª ed., 1862; *Discursos parlamentarios*, Madrid 1915; A. Valle, *Cartas inéditas y semilíderas de D. C.*, in *Razon y Fe*, 1936, 11, pp. 434-51. In italiano: *Scritti vari di D. C.*, Roma 1861; *I brani migliori di D. C.*, a cura di B. Sanvisenti (I libri della Fede, 15), Firenze 1924. Tre traduzioni totali e parziali del *Saggio*, Foligno 1852, Milano 1854, Roma 1861. E. Schramm, *D. C.*, *Leben und Werk eines spanischen Antifiberalen*, Amburgo 1935 (contiene tutta la bibliografia precedente); A. Dempf, *Christliche Staatsphilosophie in Spanien*, Salisburgo 1937; P. Leturia, *L'ateismo comunista previsto e confutato negli ultimi scritti di D. C.*, in *Civ. Catt.*, 1937, 1v, pp. 302-16, sviluppato in *Gretorianum*, 18 (1937), pp. 481-517. Irene Daniel