DOPPIO

DOPPIO. - Con questa denominazione l'egittolo G. Maspero indicò un ente incorporeo, dagli antichi Egiziani detto ka, che accompagnava l'uomo dalla sua nascita come un'ombra perfettamente identica al corpo.
Questa specie di seconda personalità non va però identificata con l'anima, ba (v.). Benché il ka abbandonasse l'uomo alla sua morte, si credeva che ad intervalli ritornasse presso il cadavere ovvero s'incorporasse nelle statue del defunto onde si davano le offerte funebri al ka dell'individuo scomparso, mentre le tombe erano chiamate « dimore del ka ».
Ma l'essenza del ka rimase oltremodo complessa di modo che, dopo la teoria del d., sorsero varie interpretazioni che spiegarono il ka ora come concezione astratta dell'energia vitale fornita dagli alimenti (Erman), ora come genio tutelare (Steindorff, Breasted), ora come manifestazione individuale del genio della stirpe (Moret), infine come personificazione dell'energia sessuale (Jacobsohn). Tutti concetti che possono sussistere paralleliamente in quanto l'idea del ka assunse in processo di tempo aspetti svariati e spesso non ben definibili.

Bibl.: G. Maspero, Etudes de mytologie et d'archéologie égyptiennes, I, Parigi 1893, pp. 77-91; G. Steindorff, Der Ka und die Grabstätten, in Zeitschr. f. ägypt. Sprache und Altertumshunde, 48 (1910-11), pp. 152-59; J. H. Breasted, Development of the religion and thought in ancient Egypt, Nuova York 1912, p. 52; Sgr.: A. Moret, Le Ka des Egyptiens est-il un ancien totem?, in Revue de l'Hist. des Religions, 67 (1913), pp. 181-91; J. Vandier, La religion égyptienne (Coll. Mana, 1) Parigi 1944, pp. 123-24.
Sergio Bosticco