DRUSI

DRUSI. - Popolo che abita il Libano e l'Antilibano, nei dintorni di Damasco e nel massiccio del Havrán. I. D. si distinguono per una religione loro propria e godevano nell'Impero ottomano di una situazione particolare dal punto di vista amministrativo. Sembra avessero anche caratteristiche etniche particolari già prima della fondazione della loro religione, per opera di Hamzah e Darazi, nel sec. XI d. C.: curiosa l'affermazione degli emiri drusi nel sec. XVI di discendere da Goffredo di Buglione.

Il sistema religioso ha conservato la dottrina isma'llita (v. CARMATI; ISLAM); secondo la quale Dio si incarna in ogni epoca nell'umanità: Dio stesso (o almeno la sua forza creatrice) è concepito come composto di parecchi principi emananti l'uno dall'altro, ciascuno dei quali si incarna in un uomo. Per i D. il califfo fàtimita al-Hàkim (386-411 ègira) è la rappresentazione di Dio in quanto unità: è l'ultima incarnazione di Dio e non si ammette che sia morto; è solo nascosto e un giorno ricomparirà. Al di sotto di al-Hàkim vi sono cinque ministri incarnanti diversi principi emanati da Dio (l'Intelligenza universale, l'Anima universale, la Parola, il Precedente, il Seguente). Seguono 3 classi di ministri inferiori. Il sistema morale della religione drusa, che vale per ambo i sessi, consiste in sette precetti: veridicità, obbligo per gli adepti di vegliare alla loro mutua sicurezza, rinuncia a qualsiasi altra religione, obbligo di allontanarsi dal demonio e dai miscredenti, obbligo di riconoscere in tutte le epoche il principio dell'unità divina incarnata nell'umanità, approvare le opere di al-Hàkim quali esse siano, esser rassegnato alla sua volontà rappresentata dai suoi ministri.

Questo sistema dotto è però conosciuto solo dagli 'uguali' (intelligenti) : la massa è invece composta dai gùhàl (ignoranti). Gli 'uguali soltanto prendono parte alle

DRUSO - Ritratto eroicizzato di D. il Maggiore - Scultura d'arte romana del 1 sec. - Napoli, Museo Nazionale.

assemblee religiose, che si tengono nella notte tra il giovedì e il venerdì. I più meritevoli di essi (uno su cinquanta) divengono i « perfetti » e sono i capi religiosi della « nazione ». Il popolo crede generalmente alla metempsicosi: i buoni rinascono in forma di bambini, i cattivi invece in forma di cani. La poligamia è permessa e, malgrado che la legge lo proibisca, pare talvolta sia praticato il matrimonio fra fratello e sorella.

I D., popolazione guerriera e ardita, hanno avuto nel corso della storia degli emiri celebri, come Fabr ad-din (noto in Italia con il nome di « Faccardino »), che nel sec. XVII ebbe rapporti con il granduca di Toscana; e l'emiro Bašir nel sec. XIX.

BIBL.: Ph. K. Hitti, *The origins of the Druze people and religion*, Nuova York 1928; N. Bouron, *Les Druzes*, Parigi 1930. Alessandro Bausani