DUPUIS, CHARLES-FRANÇOIS. - Erudito e uomo politico francese, n. a Trie-Château (Oise) il 16 ott. 1742, m. a Is-sur-Tille (Côte d'Or) il 29 sett. 1809. Professore di eloquenza latina al Collège de France (1787), l'anno seguente entrò a far parte dell'Académie des Inscriptions. Fu deputato alla Convenzione; nel 1802 si ritirò a vita privata in Borgogna, dedicandosi completamente ai suoi studi.
Delle sue opere a base di astronomia erudita va soprattutto ricordata: L'origine de tous les cultes ou la religion universelle (3 voll., Parigi 1794) in cui spiega con la chiave dell'astralismo tutta la mitologia e fa delle grandi figure delle religioni antiche, Osiride, Bacco, Mithra, personificazioni del sole, alla maniera della teologia solare in voga alla fine del paganesimo. Lo stesso Fondatore del cristianesimo non si sottrae alla regola: infatti è nato di die, nel solstizio invernale, dentro una grotta come Mithra, è risorto all'equinozio di primavera, nel segno zodiacale dell'Ariete (Agnello dell'Apocalisse) ha avuto al suo seguito dodici Apostoli, quanti i segni dello Zodiaco. Questi superficiali, ingenui e talora grotteschi ravvicinamenti, provocarono copiose confutazioni. L'opera è all'Indice (dec. 27 luglio 1818).
A oltre un secolo di distanza il mito astrale applicato a Gesù è stato ripreso da H. Drews, filosofo monista, Die Christus Mysthe (1910), che vi associò le speculazioni apocalittiche del giudaismo preristiano di ispirazione gnostica, provocando la reazione di tutti gli storici delle origini cristiane. P. L. Couchoud, Le mystère de Jésus (1924), che pure nega l'esistenza storica di Gesù, scarta la mitologia astrale insistendo piuttosto sulla tradizione giudaica di orientamento messianico.