DOYLE, WILLIAM. - Gesuita irlandese, n. il 3 marzo 1873 a Melrose, Dalkey (Dublino), caduto a Ypres il 16 ag. 1917 nella prima guerra mondiale.
Chieste le missioni al Congo, i superiori lo destinarono invece all'insegnamento e poi alla predicazione. Dal 1908 al 1915 D. predicò 152 fra missioni ed esercizi. Animato da vivissimo zelo per le anime e da profonda devozione al S. Cuore di Gesù, unite ad una giovialità ed abnegazione straordinarie, ottenne successi meravigliosi, come missionario dei rioni più poveri e come confessore. Nelle missioni, scendeva a mezzanotte verso il molo, incontro ai battelli, per indurre la ciurma a promettere d'andare in chiesa, o accompagnarla subito a confessarsi; alla mattina presto aspettava già al vorco le operaie delle fabbriche o gli artigiani che andavano al lavoro con lo stesso scopo apostolico. Le sue attività preferite furono i ritiri, gli esercizi spirituali, l'opera della santa infanzia e il suscitare vocazioni sacerdotali e religiose.
Il 29 sett. 1911 fece il voto « sotto pena di peccato mortale da rinnovarsi quotidianamente, di non rifiutare a Gesù nessun sacrificio, quando comprendeva chiaramente che Egli gli lo chiedeva ». Tale voto fu seguito nel 1913 da quello « di dare al Signore quanto gli chiedeva, ogni cosa ». Da allora la sua spiritualità si diresse sempre più verso l'immolazione e l'unione con Dio, soprattutto per mezzo di aspirazioni e giaculatorie frequentissime. Dal 15 nov. 1915 fu cappellano militare. Passò in Francia, con la 16ª divisione, e dopo due anni di eroismi, a Mazingarbe, Loos, ed alla Somme, chiamato il « padre delle trince », cadde colpito da una granata, mentre assisteva un ferito. Restano di lui due opuscoli: Vocations, Dublino 1913, che in due anni aveva già avuto due edizioni (100.000 copie), e Shall I be a priest?, ivi 1915, che raggiunse la 7ª edizione in pochi mesi (40.000 copie). Tradusse in inglese la vita del p. Ginhac scritta da A. Calvet.