DU PLESSIS MORNAY, PHILIPPE

DU PLESSIS MORNAY, PHILIPPE. - Scrittore calvinista, n. a Buly nel Vexin il 5 nov. 1549, m. a La Forêt-sur-Sèvre l'11 nov. 1623. Attirato sin da piccolo verso il calvinismo, mise a servizio dell'eresia le risorse di un brillante ingegno e soprattutto d'una attività intensissima che gli valse il titolo di "papa degli ugonotti". Il doloroso episodio della notte di S. Bartolomeo lo spinse a pubblicare con le pseudonimo di Brutus Stephanus Iunius l'importante lavoro: Vindicia contra tyrannos, Edimburgo 1579 (tale paternità tuttavia non è ancora definita dalla critica), dal quale gli ugonotti trassero le armi polemiche per difendere il diritto di ribellione. Riuscì con la sua abilità a guadagnarsi la confidenza di Enrico IV, re di Navarra, che lo nominò suo consigliere. Tale posizione egli sfruttò a vantaggio dei suoi correligionari, insistendo presso il re perché fosse promulgato l'editto di Nantes (1598).

La pubblicazione di una sua opera sull'Eucaristia de l'institution, usate e dottrine de l'Eucharistie en Eglise ancienne, comment, quand et par quels degrez la Messe s'est introduite à sa place (La Rochelle 1508), riaccese vivacissima la lotta con i cattolici, i quali trovarono il loro difensore nel vescovo di Evreux, Jacques Davy Du Perron. Il D. P. aveva addotto a sostegno della sua tesi un abbondante materiale, quasi 5000 citazioni, ricavate dai Padri e dagli scrittori ecclesiastici con visibilità fatta, senza la critica più elementare. Fu facile al Du Perron accusare dinanzi all'opinione pubblica l'imperzia e la malafede del D. P., il quale, punto sul vivo, chiese il contraddittorio. Il fatto trascorse i limiti di una semplice polemica; la notorietà dei due personaggi creò nel pubblico un'aspettativa singolare. Enrico IV, diventerà nel frattempo cattolico, manifestamente favoreggiava il suo terrore dei calvinisti alla Chiesa, consentì ben volentieri che la disputa avesse luogo a Fontainebleau, affidando la presidenza al Bellèvre e nominando arbitri due cattolici e due calvinisti. Il D. P. cercò in un primo momento di differire l'incontro; costretto poi dalle circostanze a sostenere il dibattito, si difese così meschina mentre che il Du Perron riportò facile trionfo. Il D. P., tuttavia, volle fare l'autodifesa e presentò l'incontro di Fontainebleau sotto ben altra luce nel Discours véritable de la conférence tenue à Fontainebleau (Parigi, Sédan, La Rochelle, Montauban 1600), che non solo non valse a riconciliargli il favore, ma gli noce maggiormente perché l'avversario si vide costretto a rendere noti gli atti dell'incontro: Actes de la conférence tenue à Fontainebleau (Evreux 1601). Il D. P., irritato, tentò di riaprire il dibattito, pubblicando una Réponse au livre publié par le sieur Evreux d'Evreux (Saumur 1602), ma ormai il suo prestigio era compromesso. Né gli giovò l'altra sua opera pubblicata ca. 10 anni dopo: Le mystère d'iniquité (ivi 1611), piena di velenosi attacchi contro il Papa, da lui presentato come usurpatore di autorità. Scrisse pure 4 volli, di Mémoires, pubblicati postumi, i primi due a La Forêt 1624-25 e gli altri due ad Amsterdam 1652-53. Tutte le sue opere sono all'Indice (decreti 31 maggio 1629; 11 sett. 1629).

BIBL.: C. Constantin, Du Perron Jacques Davy, in D'Thé, IV, coll. 1955-56; Pastor, XI (v. INDICE DEI LIBRI PROIBITI); F. Nicolini, Mornay, Philippe du Plessis, in Enc. Ital., XXIII (1934), pp. 864-65, con scelta bibl. recente; P. Sarpi, Lettre ai protestanti, a cura di M. D. Busnelli, 2 volli, Bari 1931 (v. indice).

Cosimo Petino