EL. - Nome primitivo e personale di Dio presso tutti gli antichi Semiti: ebraico e aramaico 'E., accadico ilu, arabo ildh, come provano gli antichissimi e frequenti nomi teofosici composti con 'E. (M. Noth, Die israelitischen Personennamen, Stoccarda 1928, pp. 83-91); ed i testi di Rās Samrah (cf. Revue biblique, 48 [1939], p. 153; G. B. Roggia, p. 570 sg.). Nomadi-allevatori di bestiame, i Semiti han meglio conservato l'idea primitiva del Gran Dio (W. Schmidt, Der Ursprung der Gottesidee, I, 2, Münster in West. 1912, pp. 672-93).
Tale monoteismo originario comincia ad offuscarsi a mano a mano che i vari gruppi semitici entrano in contatto con popoli di altra religione. In Mesopotamia, già al tempo di Abramo, la nozione monoteistica era confusa, ed il patriarca ritorna ad essa per rivelazione dello stesso 'E. Così nel Vecchio Testamento 'E. è l'appellativo più antico dell'unico Dio, che come « Dio d'Israele » si chiamerà Jahweb; esprime distintamente la natura divina. Di solito è unito con una specificazione: un attributo (Dio che mi vede, ecc.) o un altro nome divino ('E.-Šaddaj, 'E-'eljôn); unicamente in linguaggio poetico si trova solo e senza articolo 175 volte nei Salmi, 53 volte in Giobbe). In senso improprio, è anche adoperato per le false divinità degli altri popoli, allo stesso modo che il plurale 'ellm (Ex. 15, 11; Dan. 11, 36). Cf. F. Zorell, p. 51 sg.
L'etimologia di 'E. è incerta: « il potente », da 'ôl, o 'il « fu potente », o da 'Allâh « fu forte » (cf. Gen. 31, 20; Deut. 28, 32). Secondo H. Bauer, come l'araba lunum (« egli ») indica Allâh, così il protosemitico 'il (« quello lì ») sarebbe divenuto il nome dell'Essere Supremo (G. B. Roggia, p. 564).