ELAM. - Territorio (accadico Nim-ma-ki « il paese alto », gr. Ἐλαμαΐς), confinante a sud con il Golfo Persico, ad ovest con la Caldea, a nord con l'Assiria e la Media e ad est con la Persia. Gli Elamiti (Elamir) abitavano quindi il paese situato a nord-ovest di Sumer e Akkad.
La pianura si chiama Anšan o Aššan a la regione della collina e montagne Nimma o Elamma, l'« altipiano »: questi nomi si applicarono poi a tutta la regione e si confusero. Susa, la città principale, si trovava nello spazio compreso tra l'Ulai e l'Ididi, otto o dieci leghe più in là delle prime apparizioni delle colline.
Gli Elamiti erano una popolazione mista. L'elemento semitico vi occupa un posto importante, poiché riesce a fare adottare la sua scrittura e la sua lingua per le iscrizioni in epoche diverse ed assai lunghe, fatto che si produce anche per l'influenza dei vicini Sumeri e Accadi, che impongono ad E. una sovranità a volta reale, a volte apparente.
L'elemento anšanita era predominante come numero e reagiva naturalmente contro la popolazione elamita semitica. Con le condizioni politiche la lingua dei documenti cambia e s'incontrano esclusivamente delle iscrizioni anšanite. Perciò i cuneiformi di Susa hanno servito a due lingue diverse: l'elamita semitica che si avvicina all'accadico, e l'elamita anšanita, che alcuni studiosi suppongono affine al georgiano, ultimo rappresentante del gruppo delle lingue alarodiche.
La religione era basata su un politeismo grossolano. In tempi posteriori decadono le divinità che anticamente si erano venerate come principali.
Il lungo periodo di storia (ca. 3000-640 a. C.) ha
dato origine ad una trasformazione della scrittura (pittorica, lineare, cuneiforme), ad una evoluzione della lingua (protoelamita, elamita, anšanita medievale, anšanita recente), e ad un'evoluzione anche religiosa.
Nella storia politica dell'E. si hanno sbalzi, cambiamenti di dinastie, occupazioni straniere di parte del paese, o, nei tempi di sicurezza e di prosperità, spinte verso il sud e sud-est. La Mesopotamia attirava questo popolo di montanari; perciò forse non a caso l'accadico ha espresso con lo stesso ideogramma l'idea di elu (« alto » e « elamita ») a tamba = « mosca ». Gli elamiti furono mosche pungenti e invadenti che non lasciarono in pace i Sumeri, i Babilonesi e gli Assiri.
Già Sargon I (ca. 4360 a. C.) ACHAD (v.), forse provocate, mosse guerra all'E., e lo vinse conquistandone il territorio. Hammurapi fu anch'egli vincitore degli Elamiti (ca. 1700 a. C.). Più tardi le guerre fratricide fra i due popoli semitici, Assiria e Babilonia, permisero all'E. di vendicarsi di disfatte anteriori. Ca. il 1200 Sutruk-Nahhunte, re di E., occupa la Babilonia, sconfigge ed uccide Zababa-Som-iddin re di Babilonia, e con il figlio Kuttur-Nahhunte distrugge o saccheggia Sippar e cento altre città babilonesi, facendo razzia degli oggetti preziosi, persino dei monumenti, come la stele di Sargon e di Narâm-Sin, il codice di Hammurapi, ecc.; tutti questi monumenti preziosi sono stati ritrovati a Susa, dove erano stati deportati.
Un elamita, libri-biti-apal-ussur (ca. il 1000) fu il fondatore della settima dinastia, detta dei Cassiri, in Babilonia e vi dimorò 6 anni sul trono. Nel secc. VIII e VII a. C., mentre il potere dell'Assiria era al suo apogeo, l'E., alleatesi alla debole Babilonia (v.), su resinette senza trionfarne alle truppe di Sargon II, subì una sconfitta memorabile presso Kiš, dall'esercito di Sennacherib. I successori di questo re assiro, Asarhazidon a Assurbanipal, non lasciarono in pace né Babilonia né l'E. ancora a lei alleata. Nel 640 il territorio di E. venne occupato: la capitale Susa fu assediata, conquistata e in parte distrutta da Assurbanipal. Scomparve allora dal numero delle grandi potenze il paese di E.
Sino al 612 (distruzione di Ninive) E. divenne una provincia assira; poi essa fu soggetta ai Medi, ai Persiani, ai Seleucidi e nel sec. III a. C. agli Arsacidi.
E. NELLA BIBBIA. - Alcuni libri biblici ricordano il paese ed il popolo di E. In Gen. 10, 22 ed in I Par. 17 (figli di Sem sono « E., Assur ... »), la Bibbia attribuisce un'origine semitica al popolo elamitico, ciò che combacia almeno in parte con la storia profana. Un altro passo storico di Gen. 14, 1, dove si parla che a re di Oriente combattenti contro la Pentapoli del Mar Morto, vinti da Abramo accorso in difesa del nipote Lot, dà il nome di un re di E., Choderlahomor (v.). I due elementi del nome Kudhr a Lagamor occorrono spesso nei nomi propri delle antiche tradizioni elamite. Però il nome di questo re di E. non risulta ancora dalle iscrizioni profane. Esd. 4, 9 enumera anche gli Elamiti tra i diversi popoli deportati dalle regioni orientali, che costituirono il nuovo popolo samaritano. Isaia, Geremia, Ezechiele, fanno sentire la loro voce contro l'E., come contro tutte le altre regioni allora in auge (cf. Is. 11, 11; 21, 2; 22, 6; Ier. 25, 25; 49, 34 agg.; Ex. 32, 24). Qualche anno prima dell'annientamento di E. il profeta Geremia lo annunzia (Ier. 49, 34-39); predice infine il ritorno dei prigionieri elamiti « negli ultimi giorni ».