EQUIPROBABILISMO

EQUIPROBABILISMO. - Detto dai suoi sostenitori anche probabilismo moderato, è uno dei cosiddetti sistemi morali, il cui primo difensore sembra sia stato il gesuita C. Raseler (1654-1723). L'e. ammette il principio fondamentale del probabilismo che la legge dubbia non obbliga. Ma lo tempera in due modi. Aggiunge innanzi tutto che la legge non è veramente dubbia, se non quando le opinioni contrastanti godano di un uguale (aequus, da cui e.) grado di probabilità. Se l'opinione che favorisce la legge è certamente più probabile dell'opposta per la libertà, la prima di fatto diventa moralmente certa e perciò obbligatoria. E in ciò l'e. probabilismo (v.). Inoltre, anche nel caso che le opinioni siano quasi uguali da ambedue le parti, legge e libertà, l'e. introduce una nuova distinzione, applicando un altro principio, il principio di possessione (in dubio melior est condicio possidentis). La legge e la libertà sono concepite come due parti in contrasto: questa con la facoltà nativa di scelta, quella con la obbligatorietà del vincolo. Nella coscienza dell'uomo, tormentato dal dubbio, rivendicano l'una e l'altra la priorità del possesso, secondo la priorità di esistenza.

Nel caso di dubbio se la legge sia cessata per abrogazione, dispensa ecc. oppure se l'obbligazione, da essa imposta, sia stata adempiuta, la legge ha la precedenza e quindi, come dicono gli equiprobabilisti, essa possiede contro la libertà. Di conseguenza l'uomo è tenuto ad agire come se la legge non fosse realmente cessata o l'obbligazione adempiuta: cessazione e adempimento sono fatti che vanno provati prima di essere ammessi.

Se invece l'uomo strettamente dubita della stessa esistenza, senso o estensione della legge, allora la priorità spetta alla libertà e quindi è essa che possiede contro la legge. Di conseguenza l'uomo può ritenersi libero dall'obbligazione. Ad es., il giovane che

dubita se ha compiuto o no i 21 anni, non è tenuto al digiuno (dubbio sulla esistenza); al contrario il vecchio che dubita se ha raggiunto o no i 60 anni vi è tenuto (dubbio sulla cessazione).

Due gravi questioni si riallacciano a questo sistema: la prima sul valore intrinseco dell'e. a la seconda sul pensiero genuino di s. Alfonso, circa i sistemi morali. Rifacendoci alla seconda questione, non è nostro compito dirimere una polemica che, iniziata ai tempi del Ballerini (1863) a protrattasi per mezzo secolo, è ormai sopita, senza però che i contendenti abbiano deposto le armi, o abbandonato le proprie posizioni. Tuttavia per chi oggettivamente esamini questa questione storica è difficile non ammettere che s. Alfonso, partito in inizio dal probabiliorismo, per un notevole periodo della sua vita non sia stato probabilista, e, dal 1762, equiprobabilista. Nella spiegazione di questi cambiamenti non può prescindere dal particolare momento storico di polemica acre, in cui il santo dottore si trovò e dalle sue esperienze personali.

Riguardo all'intrinseco valore del sistema gli avversari rimproverano particolarmente all'e. l'applicazione fuori luogo del principio di possessione, che vale solo in materia di giustizia, dove si può distinguere tra possesso della cosa e diritto alla medesima, il che non è possibile nei confronti della legge.

Oggi all'e. aderisce tutta la scuola liguorina, cioè i morali della Congregazione del S.mo Redentore, ed alcuni altri, come Th. M. Gousset (Théologie morale à l'usage des curés et des confesseurs, I, 4e ed., Parigi 1846, pp. 80-88); S. Beaudonin O. P. (De conscientia, Tournai 1911, pp. 99-138), A. D. Sertillanges O. P. (La philosophie morale de st Thomas d'A., Parigi 1916, p. 554).

BULL. Editions c.l., di s. Alfonso, Theol. morali, Homo Apostolica ed undici monografie, tutto ecconisti accanassamente in: M. De Meulemeester, Bibliographie générale des écrivains rédemptoriates, I. Bibliographie de st Alphonse M. de L., Lovanio 1933 ed in J. Aertyns-C. Damen, Theol. mor., I, 15e ed., Torino 1947, p. XXXVII. - Studi: A. Ballerini, Dissertation de mor. syst. s. Alph., Roma 1864; id., Tradizios Alphourianos, I, 1, 2e ed., Parigi 1874; id., De mor. syst. s. Alph., Roma 1874; L. Gaudé, De mor. syst. s. Alph., ivi 1894; J. de Caigny, Apologetica de aequiprob. Alphourian, Tournai 1894; J. Ter Haar, De syst. morali antiquorum probabilitarum, Paderborn 1894; J. Aertyns, Probabilismus oder Aequiprobabilismus, Gulpen 1896; G. Arendt, Apologetica a de Caigny exoratae crisis, Friburgo in Br. 1897; X. Le Bachelet, La question liguorienne, Prob. et équiprob., Parigi 1899; I. L. Janson, La question liguorienne; rép. au p. Le Bachelet, Galoppe 1899; J. de Caigny, De genuino probabilismo licito, Bruges 1901; I. Ter Haar, Ven. Innoc. XI de prob. decreti hist. et vindiciae, Roma 1904; id., Geschichte u. Kritik im Dienste der Minus probabilis, Paderborn 1906; P. Lehmkuhl, Prob. vindicatus, Friburgo in Br. 1908; L. Wouters, De minusprobabilismo, 2e ed., Amsterdam 1908; J. de Caigny, De genuino systemate s. Alphonai, Bruges 1909; G. Arendt, Aequiprobabilismus ab ultimo fundamento discussus, Roma 1909; S. Mondino, Studio storico-critico sul sistema morale di s. Alfonso, Monza 1911; L. Wouters, De syst. mor., 2e ed., Gulpen 1918; I. De Blic, Probabilisme, in DFC, III, pp. 320-40; I. B. Raus, St Alphonse et les variations de nos systèmes morale, in Novo. rev. libel., 23 (1928), pp. 241-64, 334-55; P. Delatuc, Le système moral de st Alphonse, St-Etienne 1908; C. Damen, S. Alphonse doctor prudentiae, in Rassegna di diritto e morale, 5 (1929), p. 220; 6 (1940), p. 220. Pietro Palazzini

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“EQUIPROBABILISMO.” Enciclopedia Cattolica, vol. V (1950), p. 296. Azione Romana digital edition, https://azioneromana.com/it/article/equiprobabilismo.