ESDRELON,

ESDRELON, — Pianura della Palestina, tra il Giordano e il Mediterraneo, la Galilea e la Samaria, così chiamata (Judg. 1, 8; 4, 5; 7, 3) in forma e lenianza di Jizer'el (volg. Lezrahel) con la potente scelta di Amram degli Asmoné e di Erode era detta semplicemente «la grande pianura» (J Mach. 12, 19; Flavio Giuseppe, Bell. Jud., III, 12).

Ha la forma di un triangolo irregolare con la base di 35 km., tra le pendici meridionali del Carmelo e i fianchi dei monti di Samaria, e i lati di 25 km., puntando alla base del Thabor. L'irrorata dal fiume Muqatqa (il biblico Cison), che sfocia nel Mediterraneo, e dal Nahr Galud (Harad, Judg. 7, 1), che si getta nel Giordano, la vasta depressione è notevolmente fertile, sebbene in alcune zone paludose. Per l'accidentalità del terreno — l'altezza varia da 25 a 100 m. s. m. — vi si distinguono zone par-ticolari come il campo di Magaddo» (II Par. 35, 32; Zach. 12, 11) e la valle di Lezrael (Judg. 6, 33; 7, 1).

Nodo delle strade che allacciano gli Imperi di Oriente a quelli d'Occidente, essa fu sempre un campo preferito di battaglia, con i ricordi delle celebri vittorie di Tuamosis III, di Barac (Judg. 4, 5), di Gedeone (Judg. 7, 1), dei Filistei contro re Saul (I Sam. 31, 7).

sione momentanea alla sua angoscia; appena trentenne, morì suicida il 28 dic. 1925. La parte migliore della sua produzione poetica è molto superiore alle non approfonde dalle forse estetiche della scuola «immaginistica» di cui fu il massimo esponente. Le espressioni blasfeme, che ricorrono talvolta nella sua poesia, non riescono a nascondere un suo disperato, anche se fuggerevoli, irrequieto bisogno di credere, di ritornare alla religione, al villaggio natio ed al fascino della tradizione.

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BIBL.:** Esenin (A. Esenin), Raccolta di studi, Rostov sul Don 1926; V. Pozner, Littérature russe, Parigi 1929; E. Lo Gatto, Storia della letteratura russa, Firenze 1944, pp. 530-30 (con ampi libri, a p. 518); R. Poggioli, Il fiore della poesia russa, Roma 1949.