FERRER, BONIFACIO. - Certosino, fratello di s. Vincenzo, n. a Valenza nel 1355, m. santamente alla certosa di Vall de Cristo il 29 apr. 1417. Studiò diritto a Perugia e a Lérida, ove si addottorò « in utroque ».
Rimasto vedovo, vestì l'abito nella certosa di Porta-Coeli, Valenza, nel 1398; vi compì gli studi teologici prima dell'ordinazione sacerdotale. Di rara virtù e dottrina, fu fatto procuratore e poi priore (1400), ed eletto priore della Grande Certosa e generale dell'Ordine (1402). Sostenne l'antipapa Pedro de Luna (Benedetto XIII) che gli affidò incarichi di fiducia: legato al re di Francia (1401); inviato al Concilio di Perpignano (1408) e di Pisa (1509). L'Ordine certosino invitò i generali delle due obbedienze a dimettersi, per eleggerne un terzo di comune accordo. Stefano Maconi e B. F. si dimiserò (1410). Costretto da Benedetto XIII, F. riprese la carica di Generale, risiedendo a Vall de Cristo (Segorbe) e convocando Capitoli generali dei suoi aderenti. Nel 1416 abbandonò Pedro de Luna.
Scrisse alcuni trattatelli: Volumen epistolorum; De caeremonis quibusdam Ordinis Cartusiani; Quare Ordo Cartusianorum non habeas multas sanctas canonizatos; De approbatione et confirmatione Ordinis eiusdem a Romana Sede e soprattutto il Tractatus pro deference Benedicti XIII, ed. de Ed. Martène, Theosurus novus anecdotorum, II, Parigi 1717, pp. 1435-1528. Suo poderoso lavoro fu la traduzione della Bibbia in lingua valenzana; stampata a Valenza nel 1478, fu distrutta dall'Inquisizione prima del 1500 a causa della proibizione della lettura della Bibbia in volgare.