FIORI DI VIRTÙ

FIORI DI VIRTÙ. - Opera classica di civile e morale educazione, fondata sull'autorità dei maggiori teologi e filosofi; dagli antichi molto consigliata alla gioventù come ricca di esempi di pura lingua toscana e ripiena di insegnamenti preziosi per il buon costume e per rettamente governare se stessi e gli altri.

Si divide in 40 capp. nei quali si tratta delle virtù più necessarie e dei vizi principali, appropriati ciascuna ad un animale. In qualche edizione l'opera è chiamata Fiori di virtuali e costumi o F. di s. Tra le più antiche edizioni la migliore e del 515 (Roma, Marcello Silberg Alf Frank); tra le più recenti sono assai apprezzate quella di Roma del 1710 e quella di Padova del 1751. Non se ne conosce con certezza l'autore, ma oggi assai comunemente si attribuisce a Tomaso Leena e si ritiene composta prima del 1323, prima cioè della canonizzazione di s. Tommaso.

BIBL.: Vocabolario degli Accademici della Crusca, VI, Napoli 1748, pp. 2 e 23; F. di s. ridotto alla sua vera lezione. Ritampa del romanzo originale del 1750, migliorata non poco ancora all'ortografia e alla interpretazione, Padova 1751; Nuovo fuor di virtù riformato, accresciuto, ad ornato con dottrine, similitudini, ed esempi adattati alle virtù e vizi, de' quali tratto, Venezia 1805. Felice da Mareto
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“FIORI DI VIRTÙ.” Enciclopedia Cattolica, vol. V (1950), p. 834. Azione Romana digital edition, https://azioneromana.com/it/article/fiori-di-virtu.