FIORI

FIORI. - L'ARCHOLOGIA. - Nell'Ottavio di Minucio Felice si afferma che i cristiani non si ponevano in capo corone di f. come i pagoni, ma s. Girolamo riferisce l'uso cristiano del suo tempo di spargere di rose, di gigli e di altri f. i sepolcri dei propri cari, quasi per lenire il proprio dolore « et dolorem pectoris his officiis consolantur » (ep. 66, 5: PL 22, 842); ma i f. appassiscono subito, egli osserva (ep. 107, 9: ibid. 875). E invece tesse l'elogio di un sacrestano perfetto, un tale Nepoziano, che adornava di f. e di pampini le basiliche e i sepolcri dei martiri (ep. 60, 12: ibid., 21, 596-97). Questa pia consuetudine è attestata per Milano da s. Ambrogio (De obitu Valentiniani, 56: ibid., 16, 1376); per l'Africa da s. Agostino (De civitate Dei, 28, 8: ibid., 41, 767), per la Spagna da Prudenzio (Peristephanon, III, 201-207: ibid., 60, 356); per Nola da s. Paolino (De s. Felice natal., III, 108-13: ibid., 51, 467); per la Gallia da Gregorio di Tours (De gloria martyrum, 71: ibid., 71, 768; id., De gloria confessorum, ibid., 866, 897).

Quanto alle rappresentazioni di martiri o di defunti in un giardino fiorito, V. PARADISO.

BIBL.: G. Bonavena, Se gli antichi cristiani abbiano usato f. nelle esegue dei loro defunti, in Civ. Cett., 1889, III, pp. 472-84; H. Leclercq, Floure, in DACL, V. II, coll. 1693-99. Enrico Jesi

II. LITURGIA

Nel medioevo, là dove era impossibile avere le palme per la benedizione e processione nella domenica VI di Quaresima, si usavano f. Venivano fatti piovere dell'alto durante la Messa di Pentecoste (= Pasqua delle rose) per significare la pioggia dei carismi dello Spirito Santo (cf. E. Martène, De antiquis Ecclesiae rithus, IV, 28, ed. Anversa 1764, III, p. 195). A Roma in S. Maria Maggiore, il 5 sg., vengono gettati petoli di rose bianche a ricordo della neve che, secondo la leggenda, sarebbe caduta in tale giorno.

La legislazione liturgica odierna stabilisce: « Quando si fa una festa delle più solenni di una data chiesa, si ornino innanzi tutto le porte esteriormente con f. e rami e fronde verdi » (Corinacontale dei Vercusi, I, XII, 3) e sull'altare fra i candelieri e con le reliquie « potranno usarsi anche vasi convenientemente ornati con fiori o frondi oderifere, o di seta » (ibid., n. 12) e « al luogo detto martirio o confessione, ove sotto l'altar maggiore riposano i corpi dei martiri, è conveniente porre f. a fronde con altri ornati » (n. 16). Così pure (ibid., II, XXIII, 2) in occasione della processione del Corpus Domini è pre-

scritto « che le vie per le quali la processione deve passare siano pulite e vengano ornate con tappeti, drapeti, gitture, f. e piante verdi a seconda della possibilità della natura del luogo ». Il Rituale romano per i funerali dei bambini suggerisce che si apponga al feretro « una corona di f. o di erbe odorifere in segno dell'integrità e verginità di quel corpo ». Sono proibiti nelle funzioni di penitenza ed in Quaresima; riprovati da molti sinodi diocesani i f. artificiali.

BIBL.: R. Doorenan, Florete, flores, in Les questions liturgiques et paroissiales, 12 (1927), pp. 225-39. Enrico Cattaneo
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“FIORI.” Enciclopedia Cattolica, vol. V (1950), p. 834. Azione Romana digital edition, https://azioneromana.com/it/article/fiori.