FIORETTI DI SAN FRANCESCO. - Il titolo completo, secondo i codici, sarebbe: Fioretti, miracoli et esempi divoti del glorioso poverello di Cristo messer santo Francesco e d'alquanti suoi santi compagni, e comprende il fiore (scelta) e la traduzione di 53 capp. di un'opera latina: Actus 8. Francisci et sociorum eius, iniziata da frate Ugolino da S. Maria in Montegiorgio (Marche) negli ultimi decenni del sec. XIII, continuata poi da altri frati con aggiunta di episodi posteriori che permettono di stabilire i termini estremi della traduzione, cioè non prima del 1370, non dopo il 1396.
Traduttore dei 53 capp. prescelti è un ignoto frate fiorentino o senese (qualcuno suppone marchigiano e nipote di frate Ugolino) il quale cominciò il suo lavoro forse intorno al 1380, e forse fu lui stesso a scrivere direttamente in volgare le cinque Considerazioni delle sacre stimmate di s. Francesco, che integrano i F. Protagonisti dei primi 40 capp. sono s. Francesco e i suoi compagni; degli ultimi 13 i Francescani delle Marche, fedelissimi alla tradizione più austera. Nella prima parte prevale l'originalità umana e sovrumana di s. Francesco, che è per se stessa un prodigio, nella seconda il misticismo dei seguaci intessuto di visioni miracolose. Il valore storico dei F. è scarsissimo, se si bada ai dati di fatto; è grande se per storia s'intende il significato ideale e lo spirito della narrazione: in realtà pochi libri esprimono, come questo, la concezione francescana della vita. Da qui anche il suo valore spirituale, l' F. prospettano la natura nella bellezza originaria, le creature nella bontà creatrice, le relazioni umane nella semplicità del Vangelo, ed irradiano la letizia della povertà (ossia dell'oblio di sé nell'amore di Dio) anche sul più scattante dolore, come risulta dal cap. 8, che rappresenta in un dialogo fa-

FIORETTI DI S. FRANCESCO - Fine del cap. 7 e inizio dell'8 dove si tratta della Quaresima fatta da s. Francesco in un'isola del lago di Perugia e del discorso di s. Francesco a frate Leone sulla perfetta letizia - Biblioteca Vaticana, cod. Vat. lat. 1010, f. 30e (sec. XV).
FIORETTI DI S. FRANCESCO - FIRENZE
moso il detto paolino: « Mihi' absit gloriari nisi in cruce Domini Nostri Jesu Christi ». Tale significato è stata efficacia su lettori di ogni mentalità, specie scattolici, non si spregherebbero senza un adeguato valore estetico. I F. sono un gioiello d'arte. La traduzione non fa che riportare al concepimento originario (in volgare) l'esinanito latino degli Actus e trasfonde nel periodare semplice, torso, ora veristico e intimo, ora soave e lirico, il candore e l'ardore dei primi francescani e l'incanto di una santità, che ama Dio senza rinnegare la vita.