Enciclopedia Cattolica vol. V, 1950 Letterature

FLAUBERT, GUSTAVE

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FLAUBERT, GUSTAVE. - Scrittore francese, n. a Rouen il 12 dic. 1821, m. a Croisset l'8 maggio 1880. Dopo una giovinezza dedicata a slanci romantici e ad esotiche fughe della fantasia, che si tradussero più tardi in un viaggio in Oriente (ott. 1849-maggio 1851) e in vaghi abbozzi letterari (Mémoires d'un fou, Novembre) più tardi rifiutati, F. si rifugiò nella città natale, dove si ridusse a vivere ritirato, dedicandosi esclusivamente all'arte dello scrivere, da lui sentita come una necessità vitale a un'intima, seppure dolorosa, salvezza. Si può seguire il cammino di questo scrittore, tenendo presente da una parte la sua anima appassionata e sognatrice, che non finirà mai di abbandonarsi, anche nella vita, alle illusioni romantiche, e dall'altra un'acuta e talora morbosa coscienza di tali stati d'animo provvisori che conducono fuori della realtà.

Documento rivelatore del romanticismo flaubertiano è la Tentation de st Antoine, rifatta ben tre volte e finalmente pubblicata nel 1874. Ma il conflitto, cui si è accennato, prende corpo tra il 1850 e il 1856 in maniera singolare, durante la composizione del romanzo Madame Bovary. La vittoria è del secondo F., quello realista, come risulta dalla figura dell'eroina che l'autore, pur identificandola curiosamente con se stesso (« madame Bovary, c'est moi ») guarda con occhio disincantato e impietoso. Si tratta di una giovane donna, moglie di un medico di provincia, che cerca di evadere con l'adulterio ad una vita mediocre e finisce suicida. Attorno all'eroina e ai suoi due amanti, sono altri personaggi, tra cui non si può dimenticare il farmacista Homaïa, caratteristica figura di volterriano e di positivista che crede nel progresso scientifico come nella sola arma di rinnovamento della vita umana. Questa storia crudele e banale, raccontata con molta arte, frutto all'autore un processo per oltraggio al pudore rimasto famoso nella letteratura francese. Nel 1863 appare e Salambé: il metodo realistico è applicato qui ad un episodio della storia cartaginese, rivissuto sulle storie antiche, ma non si allontana dai suoi fini, che appaiono talora scoperti quando all'analisi delle vicende viene sostituito il compiacimento di scene di violenza e di sangue. L'arte di F., che sta per sfiorare la retorica, ritorna a farsi genuina e limpida nella Education sentimentale (1869), romanzo poco romanzesco, come è stato recentemente definito, se la guarda alla costruzione narrativa piuttosto debole, o alla figura del personaggio principale, Frédéric Moreau dominato da un amore che non può mai appagarsi e si trascina nel tempo senza una plausibile ragione; ma romanzo intimamente compiuto e assai suggestivo per il calore poetico che emana, nel vasto quadro degli avvenimenti contemporanei suscitati alla memoria dalla diretta esperienza dell'autore. Dopo la pubblicazione dell'ultima stesura della Tentation, sono i Trois contes (Un coeur simple, Hérodius e La légende de st Julieu l'Hospitalier), apparsi nel 1877, a dare la misura definitiva dell'arte meravigliosa e umana di F. Ancora una volta, a temi contemporanei e di modesto interesse, egli alterna temi storici o leggendari, ma unico è il gusto del racconto, inconfondibile le stile portato ad una maestria linguistica e rappresentativa degna della migliore tradizione classica. Un aspetto assai singolare di F. si rivela infine nell'ultima opera, lasciata incompiuta (e pubblicata postuma nel 1881): Bouvard et Pécuchet. È la caricatura di due testardi ignoranti che si impegnano metodicamente in opere e azioni più grandi di loro, e privi intimamente di amore della vita e del sapere fanno collezioni di esperienze di vita e di scienza. Il realismo di F. qui fa la prova più ambiziosa e crudele, giacché alla fine, l'immagine dell'uomo viene deformata e isterilita senza rimedio, senza che il racconto tragga alcuno slancio morale dagli errori e dalle bestialità rappresentate. Quasi per contrasto, sfogliando la vasta Correspondance (9 voll.; pubblicati nel 1933), si scoprono la qualità dell'uomo F., buono, generoso, entusiasta, e così impegnato nel proprio lavoro da umiliarsi ed esaltarsi volta a volta nelle più spossanti ricerche filologiche e storiche. Di F. sono all'Indice: Madame Bovary a Salambé (decr. 20 giugno 1864).

Bibliografia14 opere
BIBL.: L. Faguez, G. F., Parigi 1899; L. Bertrand, G. F., ivi 1912; E. L. Farrère, L'esthétique de G. F., ivi 1913; L. F. Benedetto, Le origini di Salambé, Firenze 1920; B. Croce, F., in La critica, 18 (1920), pp. 193-203; A. Thibaudet, G. F., sa vie, ses romans, son style, Parigi 1922; V. Lugli, F., in Riv. d'Italia, 2 (1926), pp. 784-807; L. de Sclaner, G. F., son oeuvre, Parigi 1931; R. Dumesnil e D. L. Demorest, Bibliographie de G. F., ivi 1937; H. Guillemin, F. devant la vie et devant Dieu, ivi 1939; A. Pozzi, F., Milano 1940; J. Camu, F. auteur dramatique, Parigi 1946; E. G. Bertrand, Les jours de F., ivi 1947; R. Dumesnil, G. F., 2e ed., ivi 1947.

Giacinto Spagnoletti

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Di Giacinto Spagnoletti

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Testo originale: Enciclopedia Cattolica, vol. V (1950), coll. 1446–1447.

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Spagnoletti, Giacinto. “Flaubert, gustave.” In Enciclopedia Cattolica, vol. V, coll. 1446–1447. Città del Vaticano: Ente per l’Enciclopedia Cattolica e per il Libro Cattolico, 1950. https://azioneromana.com/it/article/flaubert-gustave.

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Spagnoletti, Giacinto. “Flaubert, gustave.” Enciclopedia Cattolica, vol. V, Ente per l’Enciclopedia Cattolica e per il Libro Cattolico, 1950, coll. 1446–1447. Azione Romana, https://azioneromana.com/it/article/flaubert-gustave.

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