FORNARI, Vito. - Filosofo letterato, n. a Molfetta il 10 marzo 1821, m. a Napoli il 6 marzo 1900. Spirito solitario e meditativo, la sua vita non presenta vicende di molto rilievo. Dopo studi vari appassionati, che continuò tutta la vita, pensò di entrare nell'Ordine benedettino; ma finì con il farsi sacerdote secolare e gli fu dato il titolo onorifico di

abate, che poi gli rimase sempre, da Basilio Puoti (come a Rosmini e Gioberti). Del Puoti fu discepolo e continuatore nella scuola letteraria che da lui discende: fu purista nella lingua, scrittore ed artista dallo stile elaborato e nobilissimo, che risalta in tutte le sue opere, particolarmente nella Vita di Cristo, la sua principale. Nel 1860, l'anno in cui il Regno delle Due Sicilie venne unito all'Italia, il F. fu chiamato alla direzione della Biblioteca nazionale di Napoli, e tenne quell'ufficio sino alla morte. Ebbe discepoli affezionati e amici illustri, ACARIE (v.), il grande traduttore di Platone.
L'ambiente culturale in cui sorge il pensiero del F. è l'Italia nella prima metà del sec. XIX, anche se egli svolge la sua attività speculativa e letteraria principalmente nella seconda metà di quel secolo. Ossia è la filosofia dello spirito cristiano romantico, la quale ha i suoi maggiori rappresentanti in Rosmini e Gioberti; si richiama alla tradizione platonico-agnostiniana, come quella che meglio sembrava conciliare il pensiero tradizionale e cristiano con le esigenze del pensiero moderno. Le sue tesi caratteristiche e fondamentali sono quelle stesse della tradizione platonico-agnostiniana in genere, più o meno ammodernate: particolarmente l'unità di filosofia e teologia, l'ontologismo e il volontarismo. E le fonti principali di questo pensiero nel F. sono anzitutto Platone e Agostino, quindi Bonaventura e Duns Scoito, infine Rosmini e soprattutto Gioberti, interpretato ortodossamente.
Le opere del F. non sono molte, almeno le principali. In ordine cronologico: l'Armonia universale (Napoli 1858), l'Arte del dire (ivi 1857) la Vita di Cristo (5 voll., Firenze 1869-93; nuova ed. Torino 1930). Come dei suoi pensieri fu centro Cristo, così la Vita di Cristo è centro dei suoi scritti. Difatti, delle sue opere principali, le prime due, e specialmente la prima, furono stesse in preparazione di questa e in questa furono trasfuse. L'Armonia universale, che è il suo sistema filosofico, rappresenta il sostrato metafisico (ontologistico-volontari-stico) della Vita di Cristo, e anzi la si ritrova specialmente nei primi capitoli di questa. L'Arte del dire, che
rappresenta la sua estetica, gli forni i principi letterari, che poi applicò nello stendere la stessa Vita di Cristo. E la concezione metafisica che l'informa, cioè la bellezza come manifestazione di Dio e quindi tutt'uno con il suo Verbo, è un elemento che sarà mantenuto, inquadrato e sviluppato nell'opera medesima.
La Vita di Cristo impegnò per ca. trent'anni le sue fatiche. Manzoni giudicò del primo libro di essa: «Defensoribus istis tempus eget». Il titolo non deve trarre in inganno, non avendo avuto il F. per scopo di stendere una vita storica, empirica di Cristo, ma piuttosto una vita filosofica, dialettica, che si estende quanto è ampio il creato. Perché, secondo il F., Gesù Cristo non è solo un fatto sia pur fondamentale e prodigioso della storia universale, ma la condizione, la spiegazione di questa, anzi di tutta la realtà. Lo svolgimento di tale concetto è abbozzato efficacemente nel proemio dell'opera. Essa comprende tre libri. Nel primo si descrive la preparazione e l'attesa universale del Cristo, fin dall'inizio della creazione. È quella che potrebbe dirsi la prima vita di Cristo, aspettato e profetato da tutta la realtà creata, fisica e spirituale, essendone egli l'intimo significato e la profonda esplicazione. Il secondo libro narra la vita umana di Cristo, ossia l'Incarnazione del Verbo, che fu lo scopo ultimo del disegno creativo e avrebbe avuto luogo anche senza la colpa originale. Nel terzo libro è tracciata il grande linee la nuova vita di Cristo nella sua Chiesa, e per mezzo suo in tutta l'umanità, sino alla fine del tempo: ossia la vita del Corpo mistico di Cristo peregrinante nel mondo fino alla gloria.