FOUILLÉE, ALFRED

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FOUILLÉE, ALFRED. - Filosofo, n. a La Pouezz (Maino-et-Loire) nel 1838, m. a Lione nel 1912. Dopo la pubblicazione della Philosophie de Platon (2 voll., Parigi 1869), fu maestro di conferenze all'Ecole normale supérieure (1873-79), ma dovette rinunziare all'insegnamento per ragioni di salute.

Fu scrittore fecondo e agile polemista. Opere prin

cipali: Histoire de la philosophie (Parigi 1875); La liberté et le déterminisme (ivi 1872); L'évolutionnisme des Idées-Forees (2 voll., ivi 1890); La morale des Idées-Forees (ivi 1908); Esquisse d'une interprétation du monde (postuma, ivi 1913). L'originalità del F. sta nella concezione delle idee come forze reali ed efficaci, delle Idee-Foree. Le idee non sono esteriori all'universo, come voleva Platone, ma in esso rimanenti sotto forma di desiderio, di sentimento, di pensiero, ed influiscono dal di dentro sul processo cosmico delle cose. L'idea si realizza se non è ostacolata da un'idea antagonista. Così l'ideale che si forma nell'umanità è una forza che a poco e poco lo fa reale.

La filosofia del F., pur presentando un certo slancio spiritualistico, è nel fondo monista e determinista.

BRL.: J. Benrubi, Les sources et les courants de la philosophie contemporaine en France, II, Parigi 1933, pp. 610-629.

Carlo Boyer