FORZATÈ, GIORDANO

FORZATÈ, GIORDANO. - N. a Padova da nobile famiglia dopo la metà del sec. XII, m. a Venezia nonagenario nel 1348. Si dedicò da prima agli studi forensi, quindi alla vita monastica. Priore del monastero di S. Benedetto in Padova. Fu ascesa, mistico, e monaco operoso. Ricostrui la chiesa di S. Benedetto e l'attiguo monastero.

Fu invocato giudice e paciere in mezzo ad intricate questioni civili ed ecclesiastiche. Rinunciò al vescovato di Ferrara. Alla morte di S. Antonio placò il popolo, sollevatosi per rapirne il corpo, e fu dal Papa deputato ad istituire il processo di canonizzazione del Santo. Esempio mirabile di amor patrio, Padova poté sperimentare il suo genio politico e valersi della prudente opera di lui, specie nelle fiere ed insanebili contese fra le potenti famiglie dei signori da Romano e del Camposampiero. Segnò la pace con i Trevisani a Sugiiano e si oppose strenuamente alla tirannide di Ezzelino III da Romano, dal quale fu per due anni imprigionato nel castello di S. Zenone presso Asolo, finché fu liberato dall'Imperatore. Rifugiatosi ad Aquileia, passò poi a Venezia nel monastero della Celestia, dove rimase fino alla morte. La Chiesa lo venera come beato e il suo corpo riposa nella cattedrale di Padova.

BIBL.: C. Bernardi, Il b. G. F., Treviso 1930. I. Rosa, Il b. G. F., Padova 1932. Innocenzo Giuliani
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“FORZATÈ, GIORDANO.” Enciclopedia Cattolica, vol. V (1950), p. 919. Azione Romana digital edition, https://azioneromana.com/it/article/forzate-giordano.