FOURNIER, HENRI-ALAIN. - N. il 3 ott. 1886 a Chapelle d'Angillon, m. presso Verdun il 22 sett. 1914.
È tra i più suggestivi scrittori e narratori del primo novecento per la sua «volontà» di credere, per la sua ansia di accettare il cattolicesimo quale placatore dei tormenti della «solitudine» umana. Nel memorialismo postromantico del F. l'esperienza religiosa è però spesso ridotta ad una suggestione sensitiva, di mito e non di concreta realtà spirituale, di inquietudine raffinata più che di integrale conquista morale. Ma anche in questa guisa il sentimento religioso ispira pagine di intensa vibrazione etica: non solo nel suo capolavoro narrativo Le grand Meaulnes (1913), ma pure nelle accorse confessioni della Correspondance avec Rivière (1926-29) e nei postumi Miracles (1924).