terata, n. a Narni il 26 genn. 1803, m. a Firenze il
26 febbr. 1887. Da Ginevra, dove aveva seguito il
marito, il latinista Michele Ferrucci, rientrò in patria
e si stabilì a Pisa, quando questi vi ottenne una cat-
tedra all'Università, e poi a Firenze. Lodata per i
suoi versi dal Leopardi, dal Gioberti — dal Marniani,
fu l'unica donna chiamata a far parte dell'Accademia
della Crusca (1871).
Nelle lettere e nei versi canta la fede, la famiglia e
la patria. Numerose le sue opere educative, tra cui:
Della educazione morale della donna italiana (Torino
1847); Della educazione intellettuale (4 voll., ivi 1849-51);
Letture morali ad uso delle famiglie (Genova 1851-52);
Degli studi delle donne (Torino 1853); Ammaestramenti re-
ligiosi e morali dei giovani italiani (Firenze 1877).