GABRIELI, ANDREA

GABRIELI, ANDREA. - Musicista, n. a Venezia ca. il 1510, m. ivi nel 1586; non si hanno molte notizie sulla sua vita, verosimilmente trascorsa nel normale adempimento dei suoi uffici. Fu allievo di Adriano Willsert, l'insigne fiammingo che fu maestro di cappella in S. Marco; poi dal 1566 organista del secondo organo di S. Marco.

A. G., più che il suo maestro Willsert tradizionalmente indicato come « fondatore » della scuola veneziana, è il primo grande creatore di quello stile che rappresenta, con decisi e ben individuati caratteri, uno dei momenti più alti dell'intera polifonia cinquecentesca. All'incirca contemporaneo del Palestrina, egli concorse alla formazione di un'espressione assai diversa, ma non meno intensa, del grande maestro romano. Uno degli elementi strutturali più tipici è da ravvisare nella composizione detta a « cori spezzati », consistente nell'alternarsi e riunirsi di due o più cori nello svolgimento del pezzo; tale pratica, che materialmente avrebbe tratto la sua origine dalla disposizione dei due cori nelle due opposte tribune della basilica di S. Marco, giunse in effetti ad un vero e proprio carattere stilistico, anche se non è da intendere in un significato troppo rigoroso. In rapporto a questa disposizione policorale è da mettere in rilievo l'importanza che assume il naturale aggregarsi delle voci in senso verticale, per cui risulta favorito lo sviluppo di una sensibilità armonica determinata dalla successione delle voci in accordi. Tale determinazione stilistica si pone in evidente contrasto con la scrittura tipica del contrappunto svolto e disteso in ampie linee melodiche, secondo gli alti modelli della polifonia fiamminga, a dà soprattutto largo incremento alla forza di coesione dell'incontro non più secondario, ma armonicamente espressivo, delle voci. Tuttavia, per contrassegnare la forte e originale personalità di A. G., il nipote Giovanni metteva in rilievo che la musica di lui era particolarmente distinta dall'energia con cui veniva espressa la forza delle parole e del pensiero: esigenza questa accolta e variamente risolta da parecchi compositori del Cinquecento,

fra i primi dallo stesso Palestrina. Dal quale A. G.
si differenzia soprattutto nell'espressione del sentimento
religioso: estraneo al rigore di un alto misticismo, il
musicista veneziano accoglie un'interpretazione più ter-
rena, nel senso di una larga accettazione degli stimoli
offerti dall'umano accento delle parole, dalle quali diret-
tamente sembra provenire l'animato ed articolato svolgi-
mento della composizione. Così si comprende come il
mottetto, largamente inteso nelle sue forme affini, sia per
la varietà del testo preferito alla massa, che vincola il
compositore ad una rigorosa obbedienza liturgica; per
non dire, com'è naturale, delle forme del canto profano,
fra cui primeggiò per nuovo impulso il madrigale. Altri
elementi ressurgono via via ad un'importanza sempre mag-
giore: in relazione al senso armonico di cui s'è detto,
il rilievo della forza espressiva delle parole è anche dovuto
all'intervento, seppure non preponderante, dal crema-
tismo e delle conseguenti alterazioni tonali. Viene in tal
modo a prevalere nella composizione un carattere per così
dire descrittivo: e tale indirizzo d'espressione s'inquadra
del testo in una più ampia tendenza estetica della musica,
per non dire di tutta l'arte cinquecentesca. Valga, per tutte
le numerose opere vocali, la citazione dei Psalmi Davidici
(Venezia 1583), come rappresentativa del genio di A. G.,
che con le intonazioni e le toccate, con i ricercari e le can-
zoni, lasciò ancora composizioni di notevole significato nel
campo della musica strumentale, specialmente organistica.

Per la bibliografia V. GABRIELE,, GIOVANNI. Luigi Rongo

Cite this article

“GABRIELI, ANDREA.” Enciclopedia Cattolica, vol. V (1950), p. 1098. Azione Romana digital edition, https://azioneromana.com/it/article/gabrieli-andrea.