GAETA, ARCIDIOCESI DI

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GAETA, ARCIDIOCESI di. — L'arcidiocesi di G., immediatamente soggetta alla S. Sede, è parte della provincia di Latina, e comprende i territori che già furono delle diocesi di Formia, di Minturno e di Fondi in una superficie di 774 kmq.; ab. 109.400 dei quali 109.300 cattolici, parrocchie 43; sacerdoti se-colari 81, regolari 18, seminario minore (1949). La Cattedrale è dedicata all'Assunta.

G. nell'eco romano fu un piccolo abitato intorno al porto di Formia, che al principio del medioevo dipendeva dall'Impero d'Occidente ed in esso cer-arono scampo contro i pirati nel 681; il vescovo gli abitanti di Formia. Dopo essere assunta a capitale di un ducato, retto da un ipato, G. nel 1140 passava alla monarchia normanna, divenendo importante piazzaforte marittima, dalla quale salpava per Lepanto nel 1571 Marcantonio Colonna, che al ritorno de-pose nel Duomo il vessillo donatogli da Pio V. Il 25 nov. 1848, raggiunto poi dalla corte, dal re di Napoli e dal granduca di Toscana, vi si rifugiò Pio IX, che in data 11 febbr. 1849 indicava preghiere per la definizione del dogma dell'Immacolata (Pio IX, Acta, I, Roma 1854, pp. 162-66). Ultimo baluardo dei Borboni, G. fu assediata nel 1860-61 ed espugnata da Cialdini. Vi nacquero Giovanni Crescenzi-Caetani, poi Gelasio II (1118-19); Tommaso de Vio, detto il Gaetano (1469-1534), dottissimo commentatore della Summa di S. Tommaso, legato pontificio in Germania poi cardinale; i pittori Scipione Pulzone detto Gae-tano (1550-88), CONCLAVE (v.) e gli storiografi Erasmo e Sebastiano Gattola (sec. XVIII).

Il vescovato di G., formato dalla riunione FORMA (v.) AMITERNO (v.), non si trova ri-cordato prima del sec. VIII. Tra i presuli gode rino-magna vicentina nell'ott. 1480, da Gaspare e Maria

GAETANO (TOMMASO DE VIO): V. DE VIO, TOMMASO.

GAETANO da Thiene, santo. — N. di nobile fa-miglia vicentina nell'ott. 1480, da Gaspare e Maria

(1st. Gab. fot. n.e.)

GAETA, ARCIDIOCESI di. — Campanile. La base è del sec. IX, i tre piani sono opera di Nicola d'Angelo (1148-74), la parte terminale è del 1279.

polì fu il suo luogo di soggiorno ordinario, meno il triennio 1540-43, quando riprese il governo della comunità veneziana. Dopo alcune sedi provvisorie il Santo nel 1538 stabilì la sua dimora a S. Paolo maggiore che divenne il centro della sua attività spirituale. A Napoli ripeté quanto aveva operato a Venezia, rialzando il tono della vita spirituale e dando origine ed incremento a quegli istituti di beneficenza che lasciarono così larga traccia nella vita della città. Morì il 7 ag. 1547, ed alla sua intercessione si attribuì la pacificazione di Napoli in un momento che s'era presentato molto critico. Fu sepolto a S. Paolo lasciando alla cristianità un esempio costante ed eroico di fiducia nella Provvidenza.

Fu canonizzato da Clemente X il 12 apr.

1671. Festa il 7 ag

Vedi tav. CXXIV.

Bibl.: Opere: Lettere pubblicate dai biografi ed ultimamente da A. Cistellini, Figure della riforma pretenditina, Brescia 1948, p. 243 sagr., 299 sggr. Fr. Andreu, Lettre inedite di s. G. Th., Roma 1946. Letteratura: P. Chiminelli, S. G. Th. cuore della Riforma cattolica, Vicenza 1948, dove ha la bibli. Studi diversi in Regnum Dei, Collectanea Theatina, Roma 1945-1946. Pio Paschini