GAGLIARDI, PIETRO

Image from page 1105
Image from page 1105

GAGLIARDI, PIETRO. - Pittore, n. a Roma nel 1809, m. a Frascati il 18 sett. 1890. È tra i rappresentanti più caratteristici del gusto accademico romano, affermatosi successivamente alle forme dei puristi. Corretto nel disegno e preciso nei contorni, dipinse alcuni buoni ritratti e una serie numerosissima di affreschi, nonché alcuni quadri di soggetto sacro, usando colori di intonazione acidula e dolciastra insieme, e ponendo le figure in atteggiamenti leziosi o convenzionali.

Dipinse moltissimo ad affresco nelle chiese di Roma, ove viene indicato il suo capolavoro nella scalza Crocefissore della chiesa di S. Girolamo degli Schiavoni, nella quale sono di sua mano anche altre composizioni (1847-1852). Successivamente operò a S. Paolo fuori le Mura, raffigurando la Conversione del Santo, ed H. Santo presente al martirio di s. Stefano.

Nel 1868 dipinse, sempre a Roma, in S. Agostino, quale riscontro all'Isola di Raffaello, altre cinque figure di profeti e varie scene di soggetto sacro. Dipinse ancora affreschi a S. Maria in Aquino, a S. Marcello, nella chiesa dello Spirito Santo dei Napoleani, in S. Quirico e Giustina, a S. Vito, ecc. Fuori Roma lavorò a Vigevano, ove sono opere di lui nel Duomo, nella chiesa delle Sacramentine, in S. Francesco, nella chiesa e nel monastero della Maddalena. Operò anche a Castel Gandolfo nella villa Torlonia, nella Basilica Costantiniana di Albano, ed a Frascati per la Galleria Shakespeareana di Romualdo Gentilecci.

BIBL.: B. Magni, Storia dell'arte italiana, III, Roma 1902, pp. 72-73; D. Seghetti, Frascati, Frascati 1906, p. 100 ss.; Anon., s. V. in Thieme-Becker, XIII, p. 65.

GAGINI, FABRICIA - Statua di S. Lucia di Antonello G. Straccula, Cattedrale.

pendo statue e rilievi in uno stile che rammenta quello di Francesco Laurana. Fra le sue opere più note sono il fonte battesimale di Salemi, la Madonna di Castelverde (1480), l'arca di S. Gandolfo a Polizzi Generosa, e alcuni rilievi nel S. Francesco di Palermo. Più famoso ma meno dotato il figlio di D., Antonello, n. a Palermo nel 1478 ed ivi m. nel 1536 dopo una intensissima attività, svolta in gran parte a Messina e capo di una numerosa bottega di scultori che dotarono centinaia di chiese della Sicilia delle loro immagini della Vergine e di santi modellate con compostezza ma stucchevole monotonia.

Altri scultori del ramo siciliano della famiglia sono ANTONIO, GIACOMO e VINCENZO, figli di Antonello, nonché un ANTONIOZZO DI GIOVANNI DOMENICO, ed un NIBILIO, scultore ed orafo quest'ultimo, vissuto fra il sec. XVI e il XVII, che lasciò l'arca di S. Giovanni in S. Giacomo di Caltagirone.

BIBL.: G. Di Marzo, I. G. e la scultura in Sicilia nel sec. XV e XVI, Palermo 1880-83; L. A. Cervetto, I. G. di Bitonto, 3 voll., Milano 1903; F. di Pietro, s. V. ENOCH. Ital., XVI (1932), pp. 253-54.