GALILEA. - Nome storico con il quale è designata la porzione dell'altopiano palestinese a nord della pianura di Esdrelon. Il nome Gàtli (a cerchio), distretto (a), originariamente riservato al paese mon-tico di Nepthalai, fu gradualmente esteso ai paesi di Chabul (J Reg. 9, 12), al distretto di Zabulon e a tutto il territorio vicino al lago di Genesareth (Is. 8, 23). Abitata in maggioranza da pagani, fu chiamata gelli hag-gòjim « Galliea delle genti » (Is. 9, 1; J Mach. 5, 14; Mt. 4, 16).
Con l'invasione di Thelaphahlasar III divenne provinciale assira (II Reg. 15, 26). I pochi giudei che al ritorno dell'esilio si erano fissati in G. furono nel 1350 trasferiti da Simone Maccabeo in Giudea (I Mach. 5, 14-23). Aristobulo I (104-103) costrinse gli abitanti a passare al giudaismo (Fl. Giuseppe, Antig. Jud., XIII, 11, 3) ed al tempo della regina Alessandra la G. era in maggioranza giudaica. Compresa nel Regno di Erode, fu alla sua Erode Antipa (v.). Politicamente divisa in alta e bassa G. dalla linea Tiberiade (Ari. Tolemaide), continuava a nord con il territorio di Tiro, a sud con la Samaria, ad ovest con la Fe-nica a ad est con la frontiera del Regno di Agrippa (Fl. Giuseppe, Bell. Jud., III, 3, 1). Era così densamente popolata, che secondo le cifre - certamente esagerate - di Fl. Giuseppe ciascun villaggio contava più di 15.000 ab. (Vit. XIII, 14, 32). I Galilei avevano un dialetto o pronuncia speciale (Mc. 14, 70; Lc. 23, 59) per il loro spirito assai liberale erano poco stimati dai giudei confermatori (Io. 1, 46; 7, 32). La G. deve tutta la sua storia al Vangelo. Nazareth (v.) di G. visse Gesù; dalla G. scelse i suoi Apostoli. Centro del suo ministero furono le sinagoghe, le colline e specialmente la riva settentrionale del lago con Cafarnaio, Corozain e Bethsaida.
Poco è conosciuto dello sviluppo del cristianesimo in G. (Act. 9, 32). Dopo la catastrofe del 70, divenne un centro religioso giudaico, come mostrano le numerose sinagoghe scoperte in questo secolo, con le celebri scuole rabbiniche dalle quali si formò il Talmud di Palestina.
GALILEA. - Nei monasteri medievali ebbe quasi costantemente nome di g. il vestibolo che poneva in comunicazione la chiesa con l'atrio esterno, con il chiostro e con il cimitero.
Lo si trova in forma assai semplice di piccola aula rettangolare nel monastero di S. Scolastica a Subiaco; prescelto identici erano quelli dell'abbazia di Farfa e della cattedrale di Durham. Si amplia nei monasteri cluniacensi, dove, nella metà del sec. XII, si sviluppa con un vancorso a tre navate, quasi una piccola chiesa (Cluny, Charité-sur-Loire, Vézelay). Ne è incerto l'uso: è stato supposto che fosse una stazione processionale o che servisse per i penitenti; è più verosimile che fosse luogo
di sepoltura per i laici ragguardevoli, e insieme luogo di attesa per i poveri.