GERBERT, MARTIN von HORNAU. - Benedettino, n. ad Horn sul Neckar (Württemberg) il 12 ag. 1720, m. nell'abbazia di St. Blasien (Selva Nera) il 13 marzo 1793. Entrato a 16 anni nella detta abbazia (1736) e ordinato sacerdote (1744), vi insegnò per dieci anni filosofia e teologia; e, addetto nello stesso tempo alla biblioteca, ebbe agio di approfondirsi nella storia sacra e profana e specialmente nella musica e liturgia medievali. Compì la sua cultura con viaggi in Germania, Italia e Francia, raccogliendo moltissimi documenti (1759-62).
Eletto nel 1764 principe abate, ebbe per i monaci le cure di un padre e li fornì di nuove costituzioni; avendo un incendio distrutto, nel 1768, il monastero, lo ricostruì e dotò di una bella chiesa, trasformandolo anche in una vera accademia di dotti e istituendovi quello che fu detto il primo istituto tedesco di ricerche storiche: vi diresse, infatti, la compilazione Germania Sacra (v.). Devotissimo alla S. Sede, cercò di far da mediatore fra l'episcopalismo e il papato, e combatté efficacemente il giuseppinismo nei territori austriaci, posti sotto la sua giurisdizione.
Scrisse moltissimo: oltre all'Iter Alemanicum; Accedit Italicum et Gallicum (St. Blasien 1765) e la Historia Silveae Nigrae Ordinis S. Benedicti coloniae (3 voll., ivi 1783-1784), dove parla dei numerosi monasteri benedettini diffusi nella Selva Nera dal sec. VII al XVIII e anche delle varie sedi episcopali e delle principali famiglie del territorio;
GERBERT MARTIN VON HORNAU - GERDIL HYACINTHE-SIGISMOND 96
sur les diverses erreurs du temps présent del 23 luglio 1860 che meritò gli elogi di Pio IX e servì di base alla commissione incaricata della redazione del Sillabo. Fanno anche parte della sua attività di studioso: Livre de sainte Théodose (Amiens 1854); Conférence sur Rome (Perpignano 1863); La stratégie de M. Renan, pubblicata postuma a Parigi nel 1866. Più conosciuto di tutti però è il suo libretto di pietà sull'Eucaristia: Considérations sur le dogme générateur de la piété catholique (Parigi 1829).