GESENIUS, WILHELM. - Insigne semitista ed esegeta protestante, n. a Nordhausen il 3 febbr. 1786, m. a Halle il 23 ott. 1842. Insegnò nell'Università di Halle dal 1820 in poi. Rinnovò lo studio dell'ebraico mediante la grammatica e la lessicografia comparate con le altre lingue semitiche, specialmente l'araba.
Pubblicato a Lipsia in 2 voll. (1810-12), il dizionario ebraico, che nella 2ª ed. (1823) ebbe il titolo attuale, tradotto in varie lingue, fu modificato profondamente dagli editori successivi, fino a F. Buhl, Hebräisches und aramäisches Handwörterbuch über das alte Testament, 17ª ed., Lipsia 1921. Nel 1825 pubblicò anche un dizionario ebraico scolastico. Nel 1826 iniziò la pubblicazione della sua opera più importante, condotta a termine (da šābhar in poi) dal suo discepolo E. Roediger, Thesaurus philologico-criticus linguae Hebraicae et Chaldaicae Veteris Testamenti, 3 voll., Lipsia 1829-53. Vi sono spiegati tutti i passi biblici di qualche importanza; nelle etimologie il G. dà talora soverchia importanza all'arabo.
Eguamente classici i suoi lavori per la grammatica ebraica. La sua Hebräische Grammatik (Lipsia 1883) soppiantò tutte le altre. La 17ª ed. (1902) e le seguenti furono curate da E. Kautzsch, la 29ª ed. (dal 1919) da G. Bergsträsser. G. scrisse un commento ad Isaiia (3 voll., ivi 1820-21), il cui valore è solo filologico. Curò un'edizione della Genesi (1828) e una di Giobbe (1829). Numerosi i suoi studi sul samaritano e sul fenicio, oltre a vari articoli nella Allgemeine Encyklopädie di J. S. Ersch - J. G. Gruber.