GIULIANO da Maiano. - Architetto e intagliatore, n. a Maiano (Fiesole), nel 1432, m. a Napoli il 17 ott. 1490. Appartiene a una famiglia di artisti: il padre, Leonardo d’Antonio, era scalpellino, e i fratelli Benedetto (v.) e Giovanni scultori.
In giovinezza si mise all’arte dell’intagliatore, e l’opera sua più importante in questo campo sono i bellissimi armadi della sacrestia nuova di S. Maria del Fiore (1463). Ma già aveva iniziato anche l’attività di architetto, concorrendo al disegno per l’oratorio della Madonna della Tavola nel duomo di Orvieto (non attuato), e portando a compimento il Palazzo Strozzi di Firenze, iniziato da Michelozzo. La sua successiva attività si svolge in gran parte lontano da Firenze, avendo quasi sempre a compagni i fratelli: fra il 1466 e il 1468 a S. Gimignano dà il disegno per la trasformazione della Collegiata, e insieme a Benedetto compie la cappella di S. Fina; nel 1473 è a Siena (Palazzo Spannocchi); nel 1474 a Faenza inizia la costruzione del Duomo (condotto a termine da Lago di Pagno Portigiani) ispirato al modello brunelleschiano di S. Lorenzo; nel 1481-85, chiamato da Girolamo Basso della Rovere, dirige la fabbrica della basilica di Loreto. I legami con Firenze, dove nel 1477 era campanestro dell’Opera del Duomo, si allentano quando, nel 1485, chiamato da Ferdinando d’Aragona, va a Napoli dove rimane fino alla morte. Distrutta la Villa di Poggio Reale, unica sua opera superstite a Napoli è la grandiosa Porta Capuana. G. fu il maggiore diffusore delle forme brunelleschiane nelle Marche, nell’Emilia e nella Campania. È incerto che abbia lavorato anche a Roma, dove il Vasari gli attribuisce opere di eccezionale importanza, quali la costruzione di parte del Palazzo Venezia e la Loggia della benedizione in S. Pietro.