Enciclopedia Cattolica vol. VI, 1951 Arte Artisti

GIUNTA PISANO

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GIUNTA PISANO. - Pittore attivo alla metà del sec. XIII. Dopo che la critica più recente, soprattutto per merito del Bacci, ha escluso che a lui si riferiscano un documento pistoiese del 1º giugno 1202 e alcuni documenti pisani dal 1258 al 1300, le sole referenze sicure intorno alla cronologia di questo pittore sono le seguenti: il 30 genn. 1229 secondo un documento dell'Archivio diplomatico arcivescovile di Pisa, G. quondam Guidocti de Colle, acquista dall'arcivescovo di Pisa una casa con terreno annesso presso Calci; nel 1236 G. dipinge una Croce per frate Elia, oggi dispersa, ma che fino al sec. XVII stette nella basilica di S. Francesco ad Assisi (il Wadding, il Tronci ed altri ne hanno tramandato il testo della iscrizione: Frater Elias fieri fecit - Iesus Christe pie - Miserere precantis Helie - Junta pisanus me pinxit A. D. 1236 ind. IX); il 28 genn. 1241 Iuncta pictor è ricordato come possessore di una casa presso Calci e il 28 ag. 1254 Iuncta Capitinus pictor giura fedeltà all'arcivescovo di Pisa, Federico Visconti. Inoltre, tre opere ancora conservate recano la sua firma: il Crocifisso della basilica di S. Maria degli Angeli ad Assisi, la cui iscrizione è stata così integrata dal Bacci: (IUNTA PISANUS (CAP)ITINI ME FECIT); il Crocifisso che fu rinvenuto dal Da Morrona nella cucina del Monastero di S. Anna a Pisa e che ora si conserva nella chiesa dei SS. Ranieri e Leonardo (o S. Ranierino), semplicemente firmato IUNTA PISANUS ME FECIT e una grande Croce dipinta nella chiesa di S. Domenico a Bologna, che reca l'iscrizione: CUIUS DOCTA MANUS - ME PINXIT JUNTA PISANUS. Sulla scorta di questi tre Crocifissi firmati, altre opere sono state attribuite, generalmente con scarso consenso, a G. di Guidocti Capitini da Colle (presso Calci); tra esse una piccola Croce, dipinta da ambo i lati del monastero delle Romite Vallombrosane di S. Paolo a Ripa d'Arno di Pisa, un'altra piccola doppia Croce già nella collezione Gualino poi nella collezione Cini a Monselice, un Crocifisso ivi, una tavoletta con la Crocifissione nella collezione Harris di Londra e due storiette con la Flagellazione e la derisione di Cristo nel Museo di Mosca. Queste ultime attribuzioni (dei dipinti di Londra e di Mosca) sono senz'altro da respingere, come pure è molto dubbia l'identificazione proposta dal Sirén del perduto Crocifisso di frate Elia con un Crocifisso nel Museo di Gualdo Tadino. Ma anche le altre attribuzioni sono da considerare con molta riserva, tanto più che attraverso i tre Crocifissi firmati (di Assisi, di Pisa e di Bologna) la personalità artistica di G. si delinea con perentoria evidenza come quella del maggior pittore italiano prima di Cimabue e di Duccio di Duminisegna. Formatosi probabilmente nell'orbita del lucchese Berlinghiero, G. fu un originalissimo interprete del raffinato neoglenismo bizantino che dopo la caduta di Costantinopoli si diffuse nella penisola, soprattutto attraverso Pisa, tanto legata all'Oriente dai suoi commerci e dalle sue relazioni politiche. Lo stile di G. si distingue per la dinamica intensità del disegno, in cui l'astrazione delle formele bizantine viene vivificata da un gioco di chiaroscuri che sembra preludere ad una ricerca di valori plastici; ma soprattutto la grandezza dell'artista sta nella potente ed amara tragicità delle sue figurazioni, tra le più patetiche di tutto il medioevo italiano. Grandissima fu l'influenza di G. sulla pittura contemporanea, tanto in Umbria, dove da lui deriva lo squisito «maestro di S. Francesco», quanto in Emilia ed in Pisa stessa, dove ebbe vari seguaci. - Vedi tav. LVI.

CROCIFISSO Assisi, chiesa di S. Maria degli Angeli.
Tav. LVI CROCIFISSO Assisi, chiesa di S. Maria degli Angeli.(fol. Alinari)
GIUNTA PISANO - S. Francesco - Assisi, chiesa di S. Maria degli Angeli.
GIUNTA PISANO - S. Francesco - Assisi, chiesa di S. Maria degli Angeli.
Bibliografia7 opere
BIBL.: P. Bacci, Juncta Pisanus Pictor. Note e documenti editi e inediti, in Bollettino d'arte del Ministero della pubblica istruzione, 2ª serie, 2 (1922, n. 4, ott.); id., Un Crocifisso ignorato di G. P. e i suoi rapporti con la pittura umbra del XIII sec., ibid., nuova serie, 4 (1924, n. 6, dic.); E. Sandberg Vavalà, La Croce dipinta italiana e l'iconografia della Passione, Verona 1929, passim; C. Brandi, Il Crocifisso di G. P. in S. Domenico a Bologna, in L'arte, 39 (1936); L. Coletti, Primitivi, Novara 1931, pp. XXXI-XXXV; R. Longhi, Giudizio sul Duecento, in Proporzioni, 11 (1948), passim; E. B. Garrison, Italian romanesque panel painting, Firenze 1949, v. indice.

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Di Enzo Carli

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Testo originale: Enciclopedia Cattolica, vol. VI (1951), coll. 767–768.

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Carli, Enzo. “Giunta Pisano.” In Enciclopedia Cattolica, vol. VI, coll. 767–768. Città del Vaticano: Ente per l’Enciclopedia Cattolica e per il Libro Cattolico, 1951. https://azioneromana.com/it/article/giunta-pisano.

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Carli, Enzo. “Giunta Pisano.” Enciclopedia Cattolica, vol. VI, Ente per l’Enciclopedia Cattolica e per il Libro Cattolico, 1951, coll. 767–768. Azione Romana, https://azioneromana.com/it/article/giunta-pisano.

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