GRADUALI, SALMI

GRADUALI, SALMI. - Quindici Salmi (119-33 secondo la Vogata; 120-34 secondo l'ebraico) che formano una breve collezione a sé, inserita nel V libro del Salterio. La denominazione deriva dalla traduzione latina (canticum graduum) del titolo Str ham-ma'ālōth, che andrebbe tradotto piuttosto "cantico delle salite" o "ascensioni".

Finora non è stata presentata una spiegazione sicura, da tutti accolta, della strana espressione. Alcuni, badando all'uso della radice verbale ebraica per descrivere il ritorno dall'esilio, ritengono che i S. G. furono composti o cantati in questa fausa occasione. Altri vedono nel termine un riferimento all'uso di cantanti nel Tempio su i "gradini", che conducevano dall'atrio delle donne in quello degli Israeliti. Alcuni moderni, poi, hanno voluto scorgere nel titolo un'indicazione sul genere poetico dei carmi, nei quali si noterebbe una "gradazione" o "concatenazione progressiva" di idee. L'ipotesi più probabile è ancora quella che spiega il nome come un riferimento alla consuetudine di cantare detti S. durante i pellegrinaggi annuali, mentre gli Israeliti "salivano" a Gesualemme o si recavano al colle del Tempio.

Bibl.: S. Garofalo, Il Salterio del Pellegrino, Brescia 1950. Angelo Penna

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(fol. Enc. Catt.)
Graduale - Frontespizio del G. romanum. ed. Giunta, Venezia 1386 - Roma, esemplare della Biblioteca Istituto Nazionale d'archeologia e Storia dell'arte.