GUARINI, Guarino. - Religioso teatrino, architetto, n. a Modena il 17 genn. 1624, m. a Milano il 6 marzo 1683. In giovane età divenne chierico regolare teatrino e, dal 1639 al 1645, fu a Roma nel Convento di S. Silvestro. Tornato a Modena, ebbe dai confratelli, nel 1648, l'incarico di soprintendere ai la-
vorì di rinnovamento della chiesa di S. Vincenzo e in questo suo primo lavoro collaborò con il p. Bernardo Castagnini, che lo iniziò nella pratica della costruzione. Eletto preposto di S. Vincenzo, in seguito alla ferma opposizione della corte ducale (che gli avrebbe opposto il Castagnini) fu costretto a lasciare Modena. Dopo essere stato a Guastalla e a Parma, si trasferì a Messina dove, nel 1660, ebbe l'incarico della costruzione delle chiese dell'Annunziata, di S. Filippo, dei Somaschi, distrutte in seguito al terremoto del 1908.
Da Messina G. passò a Parigi, dove si dedicò alla stesura del suo libro *Placita philosophica* e dove venne nominato professore di teologia. Nella capitale francese, nel 1662, iniziò, per incarico dei Teatini, la ricostruzione della chiesa di Ste-Anne-la-Royale, con pianta a croce greca e cupola a tamburi. Fu poi a Torino, dove si dedicò alla pubblicazione delle sue opere: *Del modo di misurare le fabbriche* (1674); *Trattato di fortificazione* (1676); *Disegni di architettura civile ed ecclesiastica* (1686). *L'architettura civile*, altra opera del G., fu pubblicata dopo la sua morte. Eletto nel 1668 ingegnere del ducato di Savoia, Carlo Emanuele II, ebbe da lui l'incarico della costruzione della cappella della S. Sindone (annessa al duomo di Torino) che egli coronò con la sua caratteristica cupola. Si dedicò inoltre alla costruzione del Collegio dei nobili e, per i Teatini, portò a termine la chiesa di S. Lorenzo. Nel 1679, per volere di Emanuele Filiberto, iniziò la facciata di Palazzo Carignano, che ha il corpo centrale curvilineo, ed assunse la direzione dei lavori della grande chiesa di S. Filippo già iniziata dal Bettini e quindi in massima pure rimaneggiata dallo Iuva. Progettò infine una sistemazione del Palazzo Madama, il Palazzo Graneri, il Palazzo Provana di Collegno, l'altar maggiore della chiesa di S. Niccolò a Verona, il S. Gaetano di Nizza, il S. Filippo a Casale.
La sua arte si contrappose alle influenze francesi allora dominanti; introdusse elementi gotici e ispanomorceschi fondendoli in un assieme plastico monumentale, ricco di ritmi armoniosi.