GUARDI, FRANCESCO de'. - Pittore, n. il 5 ott. 1712 a Venezia, m. ivi il 1 genn. 1793. Fu scolaro
ei anulus in dextra manu, desuper manica. L'uso pertanto appare introdotto in Francia e passa ben presto a Roma: nel 1070 Alessandro II ne concedeva il privilegio all'abate di S. Pietro in Ciel d'oro di Pavia. Ai termini scantus e manica, presto si sostituì quello bizantino di chiroteca, oggi usato.
Nella consacrazione del vescovo vengono consegnati al termine della Messa, e sono usati soltanto dai vescovi ed altri prelati aventi il privilegio, nella Messa pontificale dall'inizio al Lavabo (nel rito ambrosiano sino all'Offeritorio) e
del fratello maggiore Giovanni Antonio (1698-1760), ma si formò particolarmente sugli esempi di Sebastiano e Marco Ricci e, in minor misura, di G. B. Tiepolo, suo cognato.
Famoso soprattutto come vedutista, ove eccelle per la libertà del tocco veloce, l'intuitiva sintesi prospettica del paesaggio e la sensibilità di colorista, il G. dipinse ancora quadri di soggetto religioso notevolissimi. In questi ultimi, dalla forma nervosa, risultante da una pennellata impetuosa, frammentata e descrittiva, il G. interpreta in modo originale il Magnasco e Sebastiano Ricci. Tra i dipinti di soggetto religioso: due Crocifissioni nella raccolta Brass a Venezia; la Madonna col Bambino e santi, pala di altare nella parrocchiale di Vigo D'Anaunia, e, capolavoro, le tele con Storie di Tobiolo nella parrocchiale dell'arcangelo Raffaele, in Venezia.