GUARDI, FRANCESCO DE’

GUARDI, FRANCESCO de’. - Pittore, n. il 5 ott.
1712 a Venezia, m. ivi il 1 genn. 1793. Fu scolaro

del fratello maggiore Giovanni Antonio (1698-1760),
ma si formò particolarmente sugli esempi di Seba-
stiano e Marco Ricci e, in minor misura, di G. B.
Tiepolo, suo cognato.

Famoso soprattutto come vedutista, ove eccelle per
la libertà del tocco veloce, l’intuitiva sintesi prospettica
del paesaggio e la sensibilità di colorista, il G. dipinse
ancora quadri di soggetto religioso notevolissimi. In questi
ultimi, dalla forma nervosa, risultante da una pennellata
impetuosa, frammentata e descrittiva, il G. interpreta
in modo originale il Magnasco e Sebastiano Ricci. Tra i
dipinti di soggetto religioso : due Crocifissioni nella rac-
colta Brass a Venezia; la Madonna col Bambino e santi,
pala di altare nella parrocchiale di Vigo D’Anaunia, e,
capolavoro, le tele con Storie di Tobiolo nella parrocchiale
dell’arcangelo Raffaele, in Venezia.

Bibl.: G. A. Simonson, Fr. G., Londra 1904; P. Panizza, Fr. G., Trento 1912; G. Damerini, L’arte di Fr. G., Venezia 1912; G. Fiocco, Fr. G., Firenze 1923; id., Fr. G. as a figure painter, in The Burlington magazine, 46 (1925), p. 224; A. Morassi, Fr. G. as a figure painter, ibid., 55 (1929) p. 293; M. Tinti, Fr. G., Parigi 1930; R. Pallucchi, I disegni del G. al Museo Correr di Venezia, Venezia 1943; M. Goering, Fr. G., Vienna 1944.

Luigi Grassi

GUARDIA D’ONORE DEL SACRO CUORE.

- Associazione di fedeli che si propongono di rendere
un particolare culto di gloria, amore e riparazione
al S. Cuore di Gesù, con l’ora di guardia », scelta
a piacere da ciascuno, in cui offrono a questo scopo
le ordinarie occupazioni, giaculatorie e preghiere,
tenendosi, o realmente o almeno in ispirito, uniti
a Gesù nel S. Tabernacolo.

Tale pia pratica, che risponde al desiderio manifestato
dal S. Cuore a s. Margherita Maria, perpetua d’ora in
ora in tutto il mondo, giorno e notte, gli omaggi e la ri-
parazione offerti al Redentore sul Calvario da Maria s.m.a.
da s. Giovanni e da s. Maria Maddalena, i quali diventano
i modelli spirituali per la pia devozione. Alla loro scuola
gli associati si distinguono in tre gradi : le anime conso-
litarie, le anime riparatrici e le anime vittime. Le prime
mittano Maria Maddalena ; s. Giovanni le seconde, Maria
s.m.a. le terze.

La G. d’o. del S. C. ebbe inizio nel monastero delle
Suore Visitandine di Bourg-en-Bresse per opera di suor
Maria del S. Cuore, nata Costance Bernaud, il 13 marzo
1863, coadiuvata dalla prima zelatrice dell’opera, la serva
di Dio Maria Deluil-Martiny, poi fondatrice delle Fi-
glie del Cuore di Gesù, uccisa il 27 febbr. 1884 a Mar-
siglia, da un anarchico. Approvata ed eretta in confra-
ternità dal vescovo diocesano, l’associazione fu da Pio IX
arricchita d’indulgenze e privilegi. Leone XIII la elevò
alla dignità di arciconfraternita (26 nov. 1878). In Italia
primo centro fu stabilito dal p. Giovanni Bacchicetti
dei Ministri degli infermi, nella chiesa del SS. Vincenzo
di Anastasio a Roma (1871). Dal 1879 la G. d’o. del
S. C. in Italia viene retta dall’Ordine di S. Camillo.
Pio X, come già i papi precedenti, volle nominarsi prima
guardia d’onore e si dichiarò « protettore perpetuo » del-
l’arciconfraternita romana. L’Associazione, che sotto il
pontificato di Leone XIII si era estesa a 18 nazioni,
continuò a diffondersi in tutto il mondo, specialmente
nel primo decennio del sec. XX.

Bibl.: G. Delrio, La G. d’o. del S. C. di Gesù e l’encic. « An- num Sacrum » di Leone XIII, Sassari 1902; anon., Manualetto delle G. d’o. del S. C. di Gesù, Roma 1945.

GUARDIANE ADORATRICI DELL’EUCA-
RISTIA, dette SOEURS DE SAINT-AIGNAN. - Istituto
religioso femminile, fondato nel 1853 da mons.
Dupanloup, vescovo di Orléans. Il 15 nov. 1892
ebbe il decreto di lode e il 15 marzo 1897 quello
di approvazione.

Le costituzioni, approvate in via di esperimento
nel 1901 e definitivamente il 28 ag. 1908, furono confor-
mate al Codice ed approvate nel 1924.

Scopo speciale dell’Istituto è l’adorazione della S.m.a
Eucaristia; ma le suore si occupano anche dell’educazione

Article illustration
(da I. Brson. Jis tirurgione fisauduna, Friburgs in Br. DIC. p. E3) Guanti - G. pontificale (sec. xiliI). Friburgo in Brisgovia, Cattedrale.

ei anulus in dextra manu, desuper manica $\%$. L'uso pertanto appare introdotto in Francia e passa ben presto a Roma: nel 1070 Alessandro II ne concedeva il p

Sua Santità quando esce dai suoi privati appartamenti. Quando Sua Santità prende la sedia gestatoria ed incede in forma solenne la scorta è fatta dagli ufficiali e dagli esenti.

L’esente della G. n. di servizio è responsabile della custodia della Sacra Persona del papa e, in segno di speciale ed alta giurisdizione, tiene il bastone del comando. Egli ha il rango, insieme al comandante ed ai tenenti, di cameriere segreto di spada e cappa partecipante e famiglia pontificia (v.), resta presso la S. Persona del Pontefice durante le udienze ed in antico cavalcava alla destra della sua carrozza. Da lui dipendono anche i distaccamenti di servizio giornaliero degli altri corpi armati del Palazzo apostolico.

Dal momento in cui il sommo pontefice, caduto malato, riceve il S. Viatico, una sentinella del corpo monta la guardia alla porta della camera da letto di Sua Santità e non viene rimossa che quando ogni pericolo viene a cessare. In caso di morte del sommo pontefice, un distaccamento del corpo veglia giorno e notte, senza interruzione, nella stanza ove giace il sacro Cadavere e non lo abbandona se non quando sia stato deposto nel sepolcro. Solo in tale caso la G. n. porta il lutto, che consiste nel ricoprire con un velo nero la bandoliera, la dragona, lo stendardo e le due trombe.

Le G. n. dipendono dal segretario di Stato per l’organizzazione, dall’amministrazione dei beni della S. Sede per l’amministrazione, dal maggiordomo e dal maestro di camera per il servizio straordinario ed ordinario giornaliero.

La nomina delle nuove G. n. è sottoposta alla deliberazione del consiglio d’ammissione, che presenta il suo decreto al segretario di Stato, affinché ottenerà dal sommo pontefice l’approvazione e la nomina dei concorrenti idonei. Le G. n. devono avere una nobiltà di almeno 100 anni e vengono scelte tra la nobiltà dell’antico Stato pontificio. Il capitano comandante, in casi speciali, può sottoporre all’approvazione sovrana la facoltà di far concorrere per la nomina a G. n. anche individui nativi di altre province italiane e che abbiano la nobiltà.

Una G. n. comune effettiva è scelta da Sua Santità a portare, quale corriere di gabinetto, la partecipazione della nomina al neo-cardinale, residente all’estero. Sempre come corriere di gabinetto è anche destinata per le spedizioni straordinarie, che possano occorrere presso sovrani.

Pio VII il 31 maggio 1820 benedisse nella Cappella Paolina del Palazzo Quirinale lo stendardo della G. n., stendardo che anche attualmente è di seta bianca e reca al centro, ricamato in oro, lo stemma del pontefice regnante.

Il vessillifero di S. Romana Chiesa, carica ereditaria nella famiglia dei marchese Patrizi Naro Montoro, aveva il grado e la divisa di capitano dei cavalleggeri e nelle solenni cavalcate papali incedeva sempre tra i due capitani della detta guardia. Attualmente esso possiede il grado e la divisa di capitano della G. n. e fa parte della famiglia pontificia insieme al comando della G. n. Il vessillifero di S. Romana Chiesa è custodito nel quartiere delle G. n. nel Palazzo Vaticano.

BIBL.: G. Moroni, s. V. in Dizionario di erudizione storico-ecclesiastica, XXXIII, pp. 115-37; Primo centenario della G. n. del corpo di Sua Santità. Memorie e documenti, Roma 1901; La G. n. del corpo di Sua Santità nella sua storia e nella sua missione, ivi 1922; P. Dalla Torre, I Corpi armati pontifici, in Vaticano, Firenze 1946, p. 293 sgg.

GUARDIA PALATINA D’ONORE. È uno dei corpi delle forze armate pontifice, espressione del tributo di fedeltà del popolo romano al sommo pontefice. L’istituzione della G. p. d’o. fu fatta da Pio IX con dispaccio del segretario di Stato, card. Antonelli, del 14 dic. 1850, entrato in vigore il 1 genn. 1851. Con tale dispaccio veniva ufficialmente emanato il primo regolamento costitutivo della G. p. d’o., risultante dalla fusione della Milizia urbana del popolo romano e della Guardia civica scelta, che venivano soppresse. La G. p. d’o. fu riformata dallo stesso Pio IX con altro dispaccio del 7 sett. 1859 e con re-