HAMELIN, OCTAVE. - Filosofo, n. a Lion d'Angers (Maine-et-Loire), il 22 luglio 1856, m. a Hucker (Landes) l'8 sett. 1907 in un generoso tentativo di salvataggio. Insegno nell'Università di Bordeaux (dal 1895), quindi (dal 1903) alla Sorbona.
H. è fra i più cospicui rappresentanti del neocriticismo francese. Discepolo del Renouvier ha in comune con lui il punto di partenza, ma giunge a risultati che lo avvicinano a Hegel non meno che al suo maestro. Il mondo è essenzialmente un complesso di relazioni e la realtà si determina per via del processo costruttivo delle categorie, forme razionali del reale. Il metodo analitico (Renouvier) va pertanto integrato con il metodo sintetico (Hegel): esso si sviluppa in una serie di posizioni dialettiche in cui si afferma, insieme discriminandosi, il reale, e il cui termine ultimo è la costituzione dell'essere compiuto, per sé esistente e personale, Dio. H. si scosta così dal monismo idealistico hegeliano, avvicinandosi alla posizione teista.
Opere principali: Essai sur les éléments principaux de la représentation (Parigi 1907; nuova ed. 1925); L'éducation par l'instruction (ivi 1902); La philosophie analytique de l'histoire de Renouvier (ivi 1899); Le système de Descartes (ivi 1910); Le système d'Aristote (ivi 1920).