Venne ricostruita nel 1743; venduta come bene nazionale nel 1792, fu trasformata in fabbrica di maioliche; venne riscattata nel 1824 dal re Carlo Felice che restaurò la chiesa e gli edifici monastici, opera compiuta nel 1843 dalla regina Maria Cristina. La facciata della chiesa è in stile ogivale; l'interno è tutto occupato da tombe, cenotafi, da oltre 300 statue in marmo di Carrara, in pietra di Seyssel e in legno dorato. L'altare maggiore è adorno di pitture su legno del sec. XV; gli affreschi della cupola (Gonin e fratelli Vacca), rappresentano episodi della vita di S. Bernardo. Tra le tombe sono notevoli quella di Claudio d'Estavayer, abate di H.-C. e vescovo di Belley (prima metà del sec. XVI); di Luigi I di Vad e di sua moglie Giovanna di Montfort; di Amedeo III, V e VI; del b. Bonifacio, arcivescovo di Canterbury. Il chiostro annesso è ancora in parte del sec. XVI e contiene molti resti di monumenti funerari. A destra della chiesa si trova l'alloggio reale. A nord, invece, Carlo Felice fece costruire una cappella dedicata a S. Felice.
Il monastero passò nel 1922 ai Benedettini di S. Maria Maddalena di Marsiglia.