GÖTTWEIG.
- Abbazia benedettina, sopra un colle, detto la « Gralsburg » austriaca, in diocesi di St. Pölten, con casa di esercizi e 30 parrocchie incorporate (ca. 60.000 anime).
S. Altmanno, vescovo di Passavia, fondò nel 1073, presso le rovine di una torre-vedetta romana, un monastero per 12 canonici regolari, ma verso la fine della sua vita (m. nel 1091) vi chiamò i Benedettini cluniacensi di St. Blasien; si aggiunse anche un convento di monache benedettine, che durò fino al sec. XVI. Il monastero, riccamente dotato, esplicò nel medioevo una vasta attività di colonizzazione e la continuò anche più tardi (cultura agricola, forestale, celebre viticoltura: le entrate del vino permisero la ricostruzione barocca del monastero). Già nel sec. XII esistevano sul monte di G. sette chiese. Nell'epoca gotica G. svolse una grande attività costruttiva e fu un baluardo contro il luteranesimo. Un immane incendio, il 17 giugno 1718, distrusse il monastero quasi completamente. G. Luca von Hildebrandt elaborò il piano grandioso della ricostruzione, che non poté mai essere compiuto (1717-88). Tuttavia G. è una delle costruzioni monastiche austriache più ricche e vaste. Ha una ricca biblioteca, molti incunaboli, grandi raccolte musicali. Dal 1939 al 1945 la totale soppressione nazista, vi installò una « Ordensburg ». Celebre il dottissimo abate Goffredo Bessler (m. nel 1749) che pubblicò, fra l'altro, il Chronicon Gottwicense (Tegernsee 1732).