GORZE (GORZIA). — Città della Lorena, a 20 km. a sud-ovest di Metz, con resti di un acquedotto romano del sec. IV. Fu un centro fortificato dell'omomismo territorio di Metz e sede di una delle più influenti abbazie benedettine.
GORZE - Carta storica del movimento riformatore dell'abbazia di G. (scc. x-xii)
L'abbazia di G. (monasterium S. Gorgonii o Gurgitanum) fu fondata il 22 maggio 749 da Crodeganco, vesco di Metz; nel 756 fu posta sotto la protezione della curia vescovile di Metz; nel 765 ebbe le reliquie del martire Gorgonio; nel sec. IX, data in commenda, decade (825-933); il vescovo Adalberone di Metz la ricoprò (933) e pose la basi della riforma di G., che rifiò sotto gli abati Aginoldo (933-67), Giovanni da Vandières (967-976), Immo (977-1016), Sigisfredo (1016-55), Enrico il Buono (1055-93) e Teodovino (1126-32); dalla sua uola monastica uscirono Adalberone di Reims (m. nel 989), Adalberto di Metz (m. nel 1005), il cancelliere Eriberto di Colonia (m. nel 1021), Errando di Halberstadt (m. nel 1102); Giovanni di G. che fu legato di Ottone il Grande alla corte di Abderrahmano III in Cordova, e l'abate Teodovino (m. nel 1147) che fu nominato cardinale legato per la Germania. Durante l'epoca feudale (1147-1445) G. fu fortezza e i monaci seniores; l'abate dispose di baroni e di un piccolo esercito.
Nuovo periodo di commende fu dal 1445 al 1580. L'occupazione della Lorena da parte di Francesco il Monaldo in rovina tra il 1542 e il 1556 la chiesa abbaziale di S. Pietro, benedetta il 26 giugno 1068. Gregorio XIII soppresse l'abbazia e con la bolla In supereminenti del 5 dic. 1572 assegnò parte dei beni al nuovo Collegio dei Gesuiti a Pont-à-Mousson. Il movimento di riforma del vescovo Adalberone nel 933 fu favorito dai signori feudali e dagli Ottoni e si propagò fino a 170 comunità diramate nei dieci seguenti gruppi di filiazioni: 1) gruppo della Lorena, il più genuino, frutto di G., con oltre 31 comunità (ad es., S. Apro in Toul, Stablo, Moyennou-Tier); 2) gruppo di Treviri, centro S. Massimino con oltre 18 monasteri; 3) gruppo di Ratisbona, centro S. Cemmerano con oltre 18 comunità (Schwarzach sul Meno, Lorsch, Bleidenstadt, Fulda, ecc.); 4) gruppo di Niederlaatich con ca. 15 monasteri, tra i quali S. Leno presso Brescia e per un certo tempo Monte Cassino; 5) gruppo di Lorsch, con ca. 12 monasteri; 6) gruppo di Fulda, con ca. 10 comunità; 7) gruppo di Magonza, con ca. 3 monasteri; 8) gruppo alamanico, centro Einsiedeln con ca. 12 monasteri; 9) osservanza-mista della Lorena (S. Vitonio, Verdun), con oltre 33 monasteri; 10) gruppo di Nuova-G., centri Schwarzach sul Meno e Isenburg in Sassonia con ca. 20 comunità. A differenza del movimento cluniacense, queste comunità non ebbero tendenze centralizzatrici, ma mantennero la libera elezione dell'abate con diritto di disporre dei beni, ebbero fede nell'organizzazione feudale, conservarono fino al sec. XIII la foggia del vestito anianense.
Fiorirono fino al 1122 le abbazie di Reichenau, S. Emmerano di Ratisbona, Niederlaatich, ecc.; tra i santi e beati si annoverano Giovanni di G., Guiberto di Gembloux, Sandrato di S. Massimino, Ramboldo di Ratisbona, Godeardo di Niederlaatich, Drutmaro di Nuova-Corbia, Egberto di Münster-Schwarzach, ecc.

Gorze - Carta storica del movimento riformatore dell'abbazia di G. (sec. x-xII)