La fondazione si deve alla famiglia degli Ariboni, del ramo dei conti di Leoben (Adula e Aribo, poi arcivescovo di Magonza) e cade fra gli aa. 994 e 1020. All'inizio, come pare, ci furono delle canonichese regolari; ma, certamente dal sec. XII, le monache benedettine. Oltre l'influsso economico-sociale, il monastero ebbe sempre grande fama come istituto di educazione della nobiltà femminile. La badessa ebbe posto e voce nella Dieta della Stiria. Inoltre G. fu sempre un centro dell'arte femminile: celebre il «Gösser Ornat», riccamente ricamato, opera grandiosa del sec. XIII, ora nel Museo dell'arte ed industria di Vienna. Affreschi del sec. XIII si trovavano nell'ex-aula capitolare; il coro della chiesa abbaziale è posteriore al 1338, ma conserva sotto la cripta del sec. XI. Le tre grandi navate gotiche furono consacrate nel 1515; si conservano quattro enormi pilastri tortili e un grandioso portale. Nonostante le vive proteste nella Stiria, Giuseppe II soppresse l'abbazia nel 1782, servendosi delle rendite per l'effimero vescovado di Leoben (1786-1856). Da notare, nei pressi di G., l'ex-chiesa di S. Lamberto che si dice consacrata da S. Leone XI.
GÖSS
BIBL.: J. Wichner, Geschichte des Nonnenklosters G., Ord. S. Benedicti bei Leoben in Steiermark, in Studien, 13 (1892), p. 161 sgg.; 14 (1893), pp. 15 sgg.; 515 sgg.; J. Keussl, Die Abtissinnen zu G., Graz 1897; E. Tomek, Geschichte der Diözese Sechau, I, Graz 1917; B. Pellican, Geschichte des Ben. Stifts G. bei Leoben in Steiermark, 1912; Cottineau, I, col. 1305. Giuseppe Löw